“Equitalia, ristabilisci la correttezza!”

Parla l'imprenditore Giuseppe Bottinelli, che lotta per la rateizzazione di un debito e ha denunciato per usura ed estorsione la società di riscossione. L'appello: "Sospendete l'asta giudiziaria dei nostri vini"

«Io vorrei che venissero bloccate le procedure esecutive ingiuste, e che venisse ristabilita la correttezza nel rapporto tra Equitalia e il cittadino».

Parte da una considerazione semplice, la battaglia di Giuseppe Bottinelli, imprenditore varesino del settore vinicolo, che parla in rappresentanza dell’azienda che ha denunciato Equitalia per usura e per estorsione alla procura della repubblica di Varese. La querela è simile a quella che, anche in altre città, imprenditori colpiti da cartelle esattoriali "impossibili" da onorare a causa degli enormi interessi, hanno effettuato. E dove i pm stanno indagando sulle procedure di Equitalia per il calcolo degli interessi.

Come vengono elaborate? Con quali programmi informatici? «Abbiamo chiesto il sequestro del programma che fa il calcolo delle cartelle – spiega Bottinelli – ci siamo appoggiati a un’associazione di Parma che si chiama Federitalia contro l’usura, qualche giorno fa la sua rappresentante è stata interrogata a Bergamo, dove la procura sta procedendo con questa indagine». Bottinelli lamenta cartelle con interessi tra il 9 e il 100 per cento. E’ andata così: la ditta (che si occupa di commercio vini) ha un debito, Equitalia manda le cartelle, l’imprenditore chiede di rateizzare, nel frattempo arrivano altre cartelle, Equitalia non accetta le ulteriori rateizzazioni.
Si arriva quindi all’asta giudiziaria, con moltissime di bottiglie di vino che saranno liquidate al miglior offerente. «Il rischio è che non ci guadagni nessuno – osserva Bottinelli – l’offerta sarà al ribasso, le prime due chiamate erano in vendita al 100 per cento, e al 50 per cento, e nessuno ha fatto le offerte. La terza sarà a offerta libera. Equitalia, fatto 100 di debito, rischia di incassare solo 2, 3 o 5, una svendita che non aiuta nessuno. Abbiamo chiesto la sospensione dell’asta – continua – anche perché abbiamo denunciato Equitalia per gli interessi anomali. Abbiamo anche fatto realizzare una perizia il cui risultato è che siamo in presenza di usura. Da qui è partita la denucnia. Ci siamo trovati in difficoltà con queste cartelle e che non si capisce come siano stati calcolati. Il messaggio che vorrei fosse chiaro è che io non sono contro l’agenzia delle entrate, ma contro le procedure e i programmi di Equitalia che producono le cartelle usuranti, e contro le procudure esecutive per il rientro dai debiti».
Se non verranno sospese le azioni esecutive la Federitalia terrà una manifestazione a Varese il 15 gennaio davanti all’azienda di Bottinelli, dove è prevista l’asta. Ha già avvisato anche la digos e chiede che la vendita sia bloccata, come ha già fatto in altre occasioni,  perché è in corso un’inchiesta: «E’ insensato vendere così le bottiglie di quell’azienda – osserva la responsabile nazionale Wally Bonvicini – l’imprenditore chiede di accertare la correttezza del proprio debito per poter adempiere. In questo modo invece si disperde un patrimonio e lo stato non incassa quasi nulla. E’ su questo meccanismo che la magistratura dovrebbe indagare».
L’imprenditore aveva chiesto anche accesso al fondo antiusura della prefettura, ma al momento la magistratura non ha dato parere favorevole.  

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Gennaio 2013
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