“Il sindaco finisca il mandato. Poi se ne può anche andare”

La Lega Nord propone a Dell'Acqua di collaborare ancora per un anno, il tempo necessario per trovare la soluzione a tutte le gravi questioni ancora aperte. Lunedì prossimo incontro nella sede del Carroccio

Azzate non può stare senza sindaco. Non in un momento così delicato, a pochi giorni dalle elezioni e con questioni complicate e ancora aperte sul tavolo. Quindi la Lega Nord di Azzate chiederà al sindaco dimissionario di fare un passo indietro e di portare a termine il suo mandato. Tutto bene quel che finisce bene? No di certo: la Lega, tutto il gruppo di maggioranza compatto, in una conferenza stampa ha ribadito che il sindaco Giovanni Dell’Acqua non è stato in grado di gestire il comune di Azzate e tutte le “polpette avvelenate” che si è trovato nel piatto, ma questo non significa che possa andarsene lasciando i problemi aperti.

Il braccio di ferro è tutt’altro che concluso, in poche parole. Anche se di parole nella conferenza stampa ne sono state spese moltissime. Nella sede di via Piave c’era il gruppo consigliare della Lega al completo, il segretario cittadino del Carroccio Marco Leoni, l’assessore William Malnati e Alessandro Vedani, senatore ed ex sindaco di Buguggiate. Necessario fare il punto della situazione dopo le dimissioni prima del vicesindaco Salvatore Leggio e poi del sindaco, a distanza di pochi giorni. Lo scambio di accuse in queste settimane, dall’inizio della crisi, è stato pesantissimo. Tutti sulla stessa barca eppure tutti contro tutti: «Quello che Dell’Acqua non ha capito – ha esordito il segretario Leoni – è che noi siamo un gruppo compatto, siamo sempre stati disposti ad appoggiarlo, ad aiutarlo a risolvere problemi gravi che questa amministrazione si è trovata a gestire, ma lui non ne ha mai voluto sapere: ha sempre fatto da solo, o meglio, si è sempre fidato solo di Bonafè e Leggio e metterlo in guardia non è servito a niente. Dopo le dimissioni del vicesindaco gli abbiamo proposto un rimpasto che lui non ha neppure preso in considerazione. Alla fine abbiamo dovuto prendere una posizione forte e nell’ultimo consiglio comunale abbiamo espresso in maniera corale il nostro dissenso facendo mancare il numero legale».

Malgrado questo però il gruppo leghista non vuole scrivere la parola fine
: «Speriamo che si renda conto che il suo gesto ha ricadute enormi sul paese – continua il segretario del Carroccio – per questo chiediamo a Dell’Acqua di presentarsi alla riunione che facciamo ogni lunedì nella sede della Lega di Azzate, potremo così parlare, cercare un’intesa e trovare la soluzione per andare avanti il tempo che occorre per finire il mandato. Lo dobbiamo al paese». Si parla di ridistribuire le deleghe e questo non sarà facile da far digerire a Dell’Acqua: «Volevamo venirgli incontro – ha spiegato William Malnati– dare al sindaco la possibilità di alleggerirsi di alcuni incarichi troppo gravosi. Gli abbiamo più vole suggerito di affidare l’Urbanistica a qualcun altro (nel rimpasto c’è il nome di Malnati ndr) ma lui non ha mai accettato. Resta il fatto però che la sua gestione è stata problematica: sul Campeggio Sette Laghi ad esempio abbiamo chiesto un tavolo tecnico per consultare tutta la documentazione, ma quel tavolo non c’è mai stato».

Ma è Vedani a dare l’affondo finale: «Lo slogan "Padroni a casa nostra" vale anche per i Comuni: quando qualcosa non funziona interviene la segreteria provinciale e io sono qui in veste di portavoce. Non è ingerenza, è la necessità di trovare la soluzione a un problema di comunicazione e risolvere una situazione di disagio. Dell’Acqua non è mai stato chiaro nella gestione dell’amministrazione: non condivideva, non comunicava. E’ accaduto anche per il Campeggio Sette Laghi: quando è scoppiato il caso, ci siamo proprosti di aiutarlo, abbiamo organizzato un incontro a Galliate ma lui ha dato forfait all’ultimo momento. Quelle duemila persone che vivono lì vogliono risposte, ed è un loro diritto. Il caso Sette Laghi lo abbiamo ereditato dall’amministrazione precedente ma è compito nostro trovare una soluzione che non sarà una sanatoria, non è più possibile ormai. Ci sono vincoli rigidissimi ma si può trovare una via, ma certo non il sindaco da solo».

E non è l’unica questione aperta: resta ancora la crisi finanziaria della scuola materna, il campeggio, la palestra con un pavimento disastrato  e soprattutto la questione dell’Immobiliare Castello. L’immobiliare propone la prenotazione di lotti di terreno in un’area vincolata in via del Fontanone. «Che ci fosse un contenzioso tra il Comune e l’Immobiliare per 7 milioni di euro lo abbiamo scoperto dalla stampa – ha continuato Vedani -. La Giunta non ne sapeva nulla. L’Immobiliare pensa alla costruzione di 21 villette, come scritto sull’annuncio in Internet? Noi non siamo d’accordo, lo abbiamo sempre detto. Ci vuole una variante al piano regolatore che non abbiamo nemmeno preso in considerazione. Ci viene da pensare che si siano generate aspettative nei confronti del proprietario del terreno, aspettative che non possono essere soddisfatte. Senz’altro c’è stata una prevaricazione delle competenze della Giunta e del Consiglio». Detto questo, resta la necessità di arrivare a fine mandato: il rapporto difficilissimo e ormai incrinato deve resistere almeno per un anno e qualche mese. «Poi per noi sarà tutto finito – ha ribadito Vedani- Dell’Acqua potrà smettere definitivamente di occuparsi di politica». Con questa premessa difficile pensare che il sindaco si presenti lunedì nella sede della Lega.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 30 Gennaio 2013
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