La città scende in piazza contro la cava: “Non ci arrenderemo facilmente”

In oltre 300 hanno risposto all'appello del Comune di marciare uniti contro l'ampliamento della cava della Holcim. "La nostra acqua e il nostro lago vanno difesi", dicono i manifestanti

Il clima di sabato pomeriggio non era certo dei migliori per una camminata ma, nonostante questo, verso le tre del pomeriggio in 300 si sono ritrovati nella piazza di Travedona Monate pronti per partire alla volta dell’area della Canottieri. Berretti in testa, giubbotti pesanti e guanti alle mani, erano i cittadini che hanno risposto all’appello di tutto il consiglio comunale per quella che è stata ribattezzata dagli organizzatori una “marcia di sensibilizzazione”. E il tema verso cui sensibilizzare la cittadinanza è, chiaramente, il progetto per l’allargamento della cava in città.
La marcia è stata la conclusione di una due giorni che ha portato, la sera di venerdì 11 gennaio, quasi 500 persone ad ascoltare la relazione scientifica dei consulenti del comune che dimostrerebbe diverse criticità nel piano. Dopo quell’incontro «io ho capito che i rischi a cui andiamo incontro sono due -spiega un signore mentre sfila- Da un lato c’è il rischio che la nostra falda acquifera venga interrotta o inquinata mentre dall’altro c’è la possibilità che non arrivi più acqua neanche al lago che diventerà una palude». Sono proprio questi due punti a spaventare maggiormente la popolazione. «Noi beviamo l’acqua del rubinetto da sempre e non voglio correre il rischio che questa venga inquinata», spiega un’altra signora che poi mormora: «è ora di finirla che queste multinazionali vengono qui a fare quello che vogliono lasciandoci nella palta».
I cittadini di Travedona, il primo Comune ad essere salito sulle barricate contro questo ampliamento, vogliono andare fino in fondo alla vicenda anche se le previsioni di molti non sono delle più rosee. «Questi qui fanno quello che vogliono da 40 anni e sarà difficile farli smettere, ma noi andiamo avanti», commenta un’altra signora.

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Travedona in marcia contro la cava 4 di 13

Ma in tutta questa battaglia quello che più colpisce è l’unità della città, dalla popolazione fino ai suoi rappresentati in consiglio comunale. «Travedona è una comunità molto forte -commenta il sindaco Andrea Colombo- e non sarà facile sconfiggerci. Siamo un po’ come Sparta nella battaglia contro i Persiani, solo che questa volta il finale sarà diverso». E anche i capigruppo dei 3 partiti in Paese, Sergio Mazzetto, Giovanna Porrini ed Emilio Bellorini insistono ad una sola voce sul fatto che «bisogna rimanere uniti perchè solo così possiamo dare ancora più forza alla nostra battaglia». Ora la speranza è che, dopo il dossier di rilevazioni scientifiche, anche gli altri paesi affacciati sul lago si uniscano nella battaglia che, precisano tutti, non si fermerà certo qui. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 gennaio 2013
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