Raccolta rifiuti modificata, proteste e richiesta di un consiglio comunale

Da inizio 2013 i mezzi della raccolta non entrano più nelle strade secondarie private, i cittadini devono portare i sacchi fino alla strada principale. Dopo le lamentele, ora il Pd chiede di discuterne: "È contro il regolamento vigente"

A Cassano Magnago continuano le rimostranze per la modifica del sistema di raccolta dei rifiuti nelle strade secondarie, dopo che la Sieco (l’azienda comunale che si occupa di igiene urbana) ha cambiato le regole per la raccolta. Le segnalazioni si moltiplicano, per un problema molto sentito: gli operatori della nettezza urbana non raccolgono più i sacchi della spazzatura nelle strade private d’uso pubblico, che a Cassano sono molto diffuse, sia nella parte più vecchia (vicoli e corti interne) sia soprattutto nella zona edificata negli anni Sessanta-Settanta, gli anni del boom di popolazione cassanese.
Nei giorni scorsi anche le Acli locali hanno mandato una lettera aperta al sindaco per evidenziare  come il problema stia pesando sulle famiglie e in particolare sugli anziani, costretti a chiedere aiuto ai vicini o a trascinare i sacchi fino all’angolo. Ora anche l’opposizione ha deciso di passare all’attacco, chiedendo la convocazione di un consiglio comunale sul tema: «Abbiamo atteso che venissero fornite ai cittadini delle spiegazioni sulla raccolta: queste spiegazioni non sono venute» dice Mauro Zaffaroni, alla guida dei quattro consiglieri del Pd (che sono più di un quinto del totale e che perciò, a norma di regolamento, hanno potuto chiedere la convocazione del consiglio). L’opposizione vuole risposte precise sulle motivazioni della modifica introdotta con l’inizio del 2013: «Abbiamo chiesto di sospendere l’attuale sistema di raccolta per tornare a quella vigente fino a fine 2012, quella prevista dal regolamento del 2008 votato dal consiglio comunale e modificato solo in una parte specifica nel 2011. Il regolamento prevede che la raccolta avvenga sulle pubbliche vie e nelle vie private ad uso pubblico che non abbiano interruzione di percorribilità». Insomma: la modalità di raccolta in vigore fino al 2012 è secondo i democratici quella corretta, quella attuale no: «Siamo convinti che Sieco sia inadempiente, una situazione aggravata dal fatto che la disposizione è sottoscritta dal sindaco, che è in una posizione difficile da comprendere: dovrebbe controllare quel che fa la società partecipata». Perché fino a ieri (leggi: 2012) il ritiro dei sacchi avveniva anche nelle strade interne? L’amministrazioen comunale ha chiamato in causa motivazioni legate all’assicurazione degli operatori: «Se i mezzi Sieco non erano assicurati ad entrare nei cortili, qualcuno ne dovrà rispondere, altrimenti i cittadini cassanesi hanno dovuto spendere soldi per coprire l’eventuale illegalità» aggiunge Lino Santinello. Tutti punti da chiarire, perchè secondo il Pd non basta la lettera mandata dal sindaco ai cassanesi, lettera «che non offre nessuna motivazione e usa alcune parole pesanti», dice Luigia Puricelli. «Il servizio nelle strade private d’uso pubblico – conclude Luca Radice – è assolutamente legittimo, non capiamo perché si vuole continuare su questa strada, col rischio di trasformare alcune strade entro l’estate in qualcosa simile a Napoli».
Resta da vedere se le modifiche al servizio saranno comunque “digerite” dai cassanesi interessati o se invece la questione rimarrà aperta. E a questo punto il banco di prova potrebbe essere proprio il consiglio comunale chiesto dall’opposizione, che secondo regolamento deve essere convocato entro 20 giorni dalla data della richiesta.
 

 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 15 Gennaio 2013
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