Anche Roma si arrende: la Cimberio vale la finale

L'Acea di Goss cede nell'ultimo quarto al cospetto di una Varese trascinata da Sakota ed Ere (81-71). Domenica alle 18 i ragazzi di Vitucci si giocano la Coppa Italia; in duemila festeggiano al Forum

Dal nostro inviato – E’ quasi inutile che l’impianto audio del Forum spari a tutto volume “Urlando contro il cielo” subito dopo la sirena della semifinale tra Varese e Roma. Inutile perché in tribuna ci sono già duemila persone che guardano in alto ed esplodono con canti e balli tutta la loro gioia: sono i tifosi della Cimberio che hanno seguito la squadra ad Assago e dopo 14 lunghi anni tornano a gustare la possibilità di giocare una partita che vale un trofeo. Si giocherà contro la solita Montepaschi Siena che ha battuto in rimonta Sassari 85-78.
La squadra di Vitucci conquista la finale della Coppa Italia e lo fa al termine di una partita certamente meno bella di quella disputata con Milano ma da vivere tutta con il cuore in gola, dal primo all’ultimo minuto. Messe da parte gli abiti di gala, Varese conquista il passaggio del turno indossando la tuta da operaio soprattutto in difesa, per fermare il temutissimo Datome (tenuto a 11 punti con 4/16) e il colosso Lawal (4 punti, 5 falli). La vittoria nasce da lì, dal fermare Roma nei suoi uomini chiave anche se tutto questo sforzo non sempre ha avuto un corrispettivo in attacco: con la palla in mano la Cimberio ha accusato diversi passaggi a vuoto ma ne è uscita soprattutto grazie a Dusan Sakota. Il serbo, uno dei meno attesi, demolisce le certezze giallorosse con il suo tiro da tre punti (5/7) e domina un secondo periodo che altrimenti avrebbe visto Varese in difficoltà. Sarà un caso ma Sakota è l’unico varesino ad aver vinto finali importanti in carriera: un’ esperienza uscita nel momento giusto. Ma con Dusan l’altro eroe è capitan Ere: 23 punti compresi quelli della sicurezza e la difesa durissima su Datome sono le armi con cui ha trascinato i compagni.
Varese tradita, va detto, da Adrian Banks che festeggia male (dal punto di vista individuale) il proprio compleanno, giocando una gara a tratti da dimenticare, con errori marchiani. In finale ci sarà bisogno del vero Banks, e naturalmente di tutti gli altri. Buone invece le prove di Dunston (5 stoppate), di Talts che lo ha ben sostituito in difesa e di Green che senza ripetere la mostruosa prova contro Milano ha comunque dato alla squadra grande sicurezza… e 8 assist.
Domenica pomeriggio, ore 18, si prova a scrivere la storia: la Pallacanestro Varese arriva all’appuntamento a quarant’anni dall’ultima vittoria in Coppa. Dal ’73 in avanti solo delusioni sottoforma dei ko brucianti in finale dell’85, ’88 e ’99. Questa squadra ha già rotto più di un sortilegio: a loro la palla per spazzare via anche quello legato alla coccarda. C’è una città che aspetta impaziente.

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Final8: Cimberio – Acea 81-71 4 di 19

COLPO D’OCCHIO – Il Forum è grande ma i tifosi di Varese provano a riempirlo il più possibile. A occhio sono duemila i supporters biancorossi, appostati per la maggior parte dietro alle panchine. Pochissimi invece i romani presenti. Applausi a Phil Goss, unico ex della gara.

PALLA A DUE – Coach Vitucci conferma il quintetto base di giovedì, che prevede Polonara titolare e Sakota in panchina. Qualche variazione invece per Roma che inizia con D’Ercole accanto a Taylor in regia, con Goss fuori. Subito in campo gli attesi Dunston e Lawal, uno di fronte all’altro.

LA PARTITA – Il primo quarto della Cimberio è convincente: Banks segna l’unica tripla della sua serata e, a parte un breve sorpasso romano, è la squadra di Vitucci a condurre le danze. Il gioco non è esaltante ma una bomba di De Nicolao permette un allungo che alla sirena del 10′ vale il 18-10.
Al rientro Varese fatica in attacco almeno fino a quando la palla arriva a Sakota: il serbo si scatena con due triple in fila e respinge il primo assalto dell’Acea. Saranno 10 i suoi punti nel quarto, utili a reagire alle sferzate di Goss e compagni che dopo il 25-15 ritornano in partita anche a causa di alcuni errori marchiani della Cimberio (due rimesse dal fondo alle ortiche). Il 35-32 del 20′ lascia tutto aperto. Quasi incredibile il fatto che i due giocatori più attesi, i pivot Lawal e Dunston, passino gran parte del tempo in panchina, gravati di due falli e ben sostituiti dai compagni.
I due centroni però tornano in campo dopo l’intervallo ed è quello di Varese ad avere il migliore impatto, più in difesa che in attacco. L’Acea però fa complessivamente meglio e con Goss passa a condurre fino al +4 di metà periodo. Qui è ancora Sakota a trovare punti importanti che riportano Varese in scia: con Ere i biancorossi sorpassano di slancio ma quando Banks fallisce il tiro aperto del possibile +7 l’inerzia torna a Roma. L’ultimo intervallo arriva proprio sul vantaggio laziale: 52-53 grazie a Taylor e Goss.

IL FINALE
– Gara apertissima la prima semifinale, perché quando la Cimberio prova a rimettersi a condurre l’Acea è lesta a reagire. Datome regala ai suoi l’ultimo vantaggio al 34′ ma il solito Sakota ed Ere fanno capire quanto la squadra di Vitucci non intenda concedere nulla. Quando Czyz e Lawal in pochi istanti commettono il quinto fallo i biancorossi si scatenano: Green regala 2′ di lusso – recupero, due liberi, tripla – e l’accelerata è quella giusta. Il play uscirà poco dopo per falli, ma intanto il testimone del leader è già andato nelle mani di Ebi Ere, fantastico anche al tiro. E quando Dunston ricomincia a stoppare qualsiasi cosa transiti dal canestro scorrono i titoli di coda (81-71). Per questa sera, perché domenica per Varese ce n’è ancora, e in tanti da qui ad allora non dormiranno per l’adrenalina.

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Pubblicato il 09 Febbraio 2013
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