La campagna elettorale azzoppa il consiglio comunale

Troppi assenti tra le file della maggioranza e Pd, Sel e Manifattura abbandonano l'aula facendo mancare il numero legale per votare delibere e mozioni. Tutti i punti rinviati alla prossima seduta

La campagna elettorale entra in consiglio comunale e lo azzoppa. Serata nera quella di ieri, martedì, nella sala esagonale con numerosi consiglieri del Pdl assenti: mancavano Riva, Chiesa, Salomi, Cicero e Castiglioni mentre tra le file della Lega era assente il solo Albertini, oltre agli assessori Reguzzoni e Azzimonti. L’invito del sindaco ai consiglieri della sua maggioranza, dunque, non è stato ascoltato e l’occasione non è stata lasciata sfuggire dal gruppo del Partito Democratico e dai rappresentanti di Sel e di Manifattura Cittadina per far mancare il numero legale per la votazione di delibere e mozioni. Sono rimasti al loro posto, invece, il consigliere Giampietro Rossi (Indipendenti di Centro) e Giampaolo Sablich (Movimento 5 Stelle). Il risultato: la discussione di tre interrogazioni e il campanello del presidente del consiglio Cornacchia che chiude la seduta con una serie di punti non discussi tra i quali una delibera per il sostegno alle imprese dell’area industriale di Sacconago, quella relativa all’insediamento Elcon e, soprattutto, la proposta di delibera riguardante il regolamento per i controllo interni. 

Proprio quest’ultimo punto ha acceso la discussione in tra il consigliere Marco Cirigliano (Sel) e il sindaco Farioli. Secondo il primo – che riprende le parole pronunciate dall’ex-segretario comunale D’Apolito, «si rischia lo scioglimento della giunta se questa delibera non verrà approvata entro l’8 marzo – ripete Cirigliano – l’assenza dei consiglieri di maggioranza è la causa di questo». Una versione respinta animatamente dal sindaco che perde le staffe per poi scusarsi dei toni troppo accesi: «E’ una menzogna – urla – non posso accettare che si dicano tali falsità, siamo gli unici ad aver portato in consiglio questa delibera oggi. Provate a chiedere a Pisapia o a Guenzani se sono a questo punto». Cirigliano non replica e la polemica va ad esaurirsi ma, ormai, Picco Bellazzi (capogruppo Pd) ha già annunciato che il Pd non vuole fare da stampella alla maggioranza e i consiglieri abbandonano i loro posti per sedersi tra il pubblico. 

Le interrogazioni e le mozioni della minoranza, la maggior parte di quelle in elenco, vengono spuntate dall’ordine del giorno dal presidente del Consiglio Cornacchia il quale specifica che «i consiglieri che le hanno presentate sono assenti ingiustificati e, dunque, verranno completamente eliminate dall’ordine dei lavori» costringendo i consiglieri che le hanno scritte a ripresentarle per il prossimo consiglio che, preannuncia il presidente dell’assise, si terrà indicativamente il 4 marzo prossimo.

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Pubblicato il 20 Febbraio 2013
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