Ruolo per ruolo: giochiamo insieme Cantù-Varese

Domenica sera (ore 20 a Desio) si gioca la 131a edizione del derby più sentito: ecco tutti i duelli che si sprigioneranno sul parquet

«Alla fine si gioca sempre cinque contro cinque». È una delle frasi più ricorrenti e forse scontate nel mondo della pallacanestro, usata tanto da chi è favorito in una partita e vuol mettere le mani avanti, quanto da chi non gode del pronostico ma vuole chiarire che anche con pochi giocatori buoni può puntare al successo. Cinque come i ruoli del basket, anche se il gioco moderno ci ha riempito di combo-guard, lunghi atipici e via discorrendo; le posizioni base rimangono comunque quelle e allora vale la pena capire come si svolgerà – posizione per posizione il derby di domenica sera (ore 20, PalaDesio, diretta RaiSport 1) tra Cantù e Varese. Le due sfidanti lombarde, vicine e rivali, si affronteranno per la 131a volta nella storia con un bilancio favorevole ai colori biancorossi 81-49.

PLAYMAKER – Cominciamo con il botto, e cioé con l’unico – attesissimo – ex in campo, il regista varesino Mike Green. È opinione comune che molte delle fortune biancorosse passino da lui (anche in una gara facile come quella con la Virtus è andata così: quando si è perso, la Cimberio ha avuto una flessione), tanto più in una gara che lo vedrà opposto a un allenatore (Trinchieri) e a una società che lo silurarono dopo il raggiungimento della finale scudetto. Green sa alimentare i compagni e "mettersi in proprio" come accadde nella finale di Coppa Italia, manifestazione in cui anche il suo dirimpettaio Jonathan Tabu fece un percorso simile nei quarti contro Roma (rimonta quasi in solitaria, mancata per un soffio). A proposito di Tabu: il play di passaporto belga ha dimostrato una notevole maturazione, ha preso in mano la squadra dopo l’infortunio di Smith ed è certamente una delle note più liete in Brianza (11,2 punti e 4,2 assist). I due si conoscono bene, hanno giocato insieme nell’allora Bennet e daranno vita a un duello equilibrato di sicuro interesse; favorito Green ma di un’incollatura, anche se alle loro spalle il confronto tra Kevin Anderson e Andrea De Nicolao appare nettamente di marca biancorossa.

GUARDIA – Un’ipotetica lancetta penderebbe in questo momento dalla parte della Fox Town: l’azzurro Pietro Aradori e, in subordine, il veterano Nicolas Mazzarino formano una coppia ben assortita e pericolosa (l’ex senese è il miglior marcatore canturino con 12,6 di media dopo l’addio di Markoishvili; l’oriundo è meno letale degli anni scorsi ma resta letale da 3 punti: 43,5%) mentre sul fronte opposto Adrian Banks viaggia sì sui 15 di media ma sta affrontando un momento poco brillante (2/12 da 3 nelle ultime 7 partite di Serie A). La guardia americana tra l’altro è stato colpito dalla febbre e quindi non sarà al meglio: per Vitucci sarà così necessario distribuire minuti in quella posizione tra De Nicolao e Rush, preziosi soprattutto in fase difensiva contro l’accoppiata di Trinchieri.

ALA PICCOLA – Nella posizione di raccordo tra esterni e lunghi la situazione è più complessa: perso Markoishvili – pagato moneta sonante dal Galatasaray alla vigilia delle Final Eight – lo staff tecnico di Cantù è costretto a usare nel ruolo alcuni "numeri quattro" adattati. Gente di qualità ma che trova dalla parte opposta un giocatore forte ed esperto come Ebi Ere che per essere fermato avrebbe bisogno di un marcatore "alla Moss" e che invece potrebbe trovarsi a proprio agio contro Mancinelli o Leunen. Quest’ultimo è il giocatore scelto da Trinchieri per il quintetto base nelle ultime gare ma, pur avendo buone percentuali, appare in decrescita rispetto alle stagioni passate. Piuttosto, per Varese potrebbe aumentare le difficoltà con Ere in panchina e Rush sul parquet: lo svedese rischia di subire il gap di chili e centimetri rispetto ai rivali, anche se dall’altra parte del campo potrebbe sfruttare la sua maggiore rapidità.

ALA FORTE – Quello che la Fox Town perde nello spot di ala piccola, lo può guadagnare in quello di ala forte dove Cantù ha solo l’imbarazzo della scelta. Qui si possono alternare i già citati Mancinelli e Leunen con il titolare del ruolo, Jeff Brooks, cui manca ancora un po’ di esperienza ad alto livello ma è avviato sulla strada per diventare un ottimo protagonista della Serie A italiana. L’americano, preso in LegaDue sfiora i 9 punti e supera i 5 rimbalzi di media, è atletico e piuttosto potente. Per Polonara e Sakota ci sarà quindi da sudare, soprattutto a livello fisico visto che entrambe rendono chili agli avversari diretti; se poi Dunston non avrà problemi di falli, anche Talts potrebbe giocare ala forte per riequilibrare la bilancia del peso. Achille e Dusan dovranno comunque utilizzare le proprie armi atipiche (rapido e "volante" il primo, mortifero al tiro il secondo) per scompaginare la giornata a "numeri 4" più tradizionali come quelli biancoblu.

PIVOT – Un uomo solo al comando, ben più alto però di Fausto Coppi. Bryant Dunston comanda le classifiche di categoria e, falli permettendo, cercherà di confermarsi anche a Desio contro un’accoppiata comunque di buon livello, quella formata da Cusin e Tyus. L’americano ha saltato la Coppa Italia per un problema di salute ma è tornato regolarmente in campo ed è forse il giocatore più simile a Dunston per atletismo e modo di stare in campo (ma il varesino è più tecnico). Cusin potrebbe invece infastidire il totem della Cimberio sfruttando il "fisicone", anche se a dar man forte a Bryant c’è un Talts in buona forma. All’andata fu il numero 42 di Vitucci a chiudere i conti nel derby, segnando da dentro l’area su assist al bacio di Green: Trinchieri ha già avvisato i suoi, ma a Varese sognano tutti il medesimo epilogo.

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Pubblicato il 21 Febbraio 2013
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