Un segreto di Stato che dura da 33 anni

Graziella De Palo e Italo Toni erano due giornalisti. Furono rapiti e uccisi in Libano nel settembre del 1980 mentre facevano un’inchiesta sul traffico d’armi e i rapporti tra l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), i vertici dei servizi segreti italiani e alcune industrie della guerra

Graziella De Palo e Italo Toni erano due giornalisti rapiti e uccisi a Beirut in Libano nel settembre del 1980 mentre facevano un’inchiesta sul traffico d’armi e i rapporti tra l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), i vertici dei servizi segreti italiani e alcune industrie della guerra. Di questa storia non se ne parla mai, troppo scomoda per le pesanti responsabilità di alcuni apparati dello Stato. Solo il primo marzo del 2010 è stata data la possibilità ai famigliari di consultare alcuni documenti nella sede dell’Aise (ex Sismi) senza poterne fare copia a tutela dei rapporti internazionali con l’Olp. Un «intrigo silenzioso» a cui ha dato voce Nicola De Palo, cugino di Graziella, con un libro coraggioso che ripercorre tutte le tappe di una vicenda molto complessa e difficile da ricostruire a causa le numerose omissioni di Stato. Ci sono infatti ancora 80 documenti rimasti secretati, decisivi per capire le responsabilità politiche e morali a monte della morte dei due giornalisti. Una storia inquietante dove convergono altre oscure vicende, dalla P2 fino alla strage di Bologna, che, come ha detto Massimo D’Alema, racchiudono «lo spirito grigio dell’Italia degli anni Settanta e Ottanta».

Nicola De Palo
Omicidio di Stato
Armando Curcio Editore, 2012

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Pubblicato il 11 Febbraio 2013
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