Basta bollettini, in Asl arriva il bancomat
Saranno due mesi intensi per il dottor Berni, direttore facente funzioni dell'Asl, in attesa della nomina del commissario. Sul piano anche la definizione dell'attività degli ospedali
Pronto a seguire il cammino tracciato, consapevole dell’impegno che lo aspetta. Piergiorgio Berni, neo direttore generale facente funzione dell’Asl, assicura che il suo mandato temporaneo alla guida dell’Azienda sanitaria di Varese proseguirà nell’opera lasciata a metà da Giovanni Daverio, chiamato alla direzione dell’assessorato alla Famiglia in Regione Lombardia: « Puntiamo molto sui distretti che devono diventare la vetrina dell’Asl – spiega il direttore – Abbiamo concluso un lungo lavoro di analisi e valutazione per apportare alcune modifiche all’attività, andando incontro alle esigenze degli utenti. Così si deve intendere, per esempio, l’introduzione della modalità "pos" per pagare le prestazioni fornite. In tutti i distretti, entro un paio di settimane, verrà data la possibilità di pagare con bancomat o carta di credito al posto del bollettino postale. Abbiamo, inoltre, incaricato una persona che farà da "facilitatore" girando per i diversi distretti con il fine di individuare i miglioramenti da apportare». Non sarà un sostituto del capo distretto, ci tiene a precisare il dottor Berni: « In questi anni hanno lavorato moltissimo ma mancava una regia centrale. Ognuno si è ingegnato al meglio. Ora cercheremo di rendere il più omogeneo possibile».
Entro i 60 giorni di mandato ( dopo i quali verrà nominato un commissario in attesa che si stilino i nuovi elenchi regionali di idonei al ruolo di dg in base alla legge Balduzzi) il facente funzioni dovrà affrontare temi delicati come l’applicazione del POA aziendale e la contrattazione con le aziende ospedaliere in tempi di spending review: « A livello aziendale abbiamo istituito due nuove unità operative: la prima coordinerà le diverse attività del terriotorio, la seconda indirizzerà la reti territoriali di assistenza, soprattutto per i letti subacuti e post acuti di nuova introduzione».
Entro fine aprile, la direzione dell’Asl dovrà anche stringere i nuovi contratti con le diverse realtà sanitarie e assistenziali: « La sepending review ha imposto una riduzione del 5% del budget, ma questa riduzione va letta in termini complessivi. Ci sono ambiti che si possono snellire ed altri intoccabili. In Asl, per esempio, abbiamo agito, per esempio, sulle pulizie e sui servizi accessori, ma non sulle attività per l’utenza».
Delicata sarà la fase di contrattazione con le aziende ospedaliere che stanno preparando il proprio bilancio da sottoporre per la contrattualizzazione. L’Asl, infatti, è l’ente di riferimento territoriale della Regione e valuta la richiesta di attività sanitaria da erogare nel corso dell’anno da parte di ogni singolo centro. La trattativa va inquadrata nella spending review, una normativa che è stata affrontata con una nuova organizzazione: parte dell’attività di ricovero è stata trasformata in attività di piccola chirurgia, day hospital e day surgery che ha una diversa considerazione economica. Dal 2011, quando è stata introdotta la diversificazione, si è lavorato sul nuovo modello arrivando a ottenere quei risparmi richiesti con la semplice nuova diversificazione delle prestazioni. I contratti andranno stipulati entro il 30 aprile tenendo anche conto delle linee di rilettura dell’offerta territoriale che riguarderà la chirurgia vascolare, la cardiochirurgia, l’emodinamica, l’emergenza urgenza, la neurochirurgia e i punti nascita. Una rilettura dell’offerta a livello regionale che potrebbe riservare qualche sopresa.
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