Serravalle approva l’aumento di capitale di Pedemontana
Il presidente di Pedemontana rassicura, a breve si sbloccherà l'impasse sulla situazione finanziaria della società. Dalla controllante Serravalle giunge una buona notizia con lo sblocco dei 32 milioni di euro dei privati per il prestito ponte
Salvatore Lombardo, presidente di Pedemontana, rassicura sullo stato di salute finanziario dell’opera: «Sulla tratta A il cronoprogramma è rispettato mentre siamo in ritardo sulle due tangenziali – spiega Lombardo – per quanto riguarda la copertura finanziaria siamo ormai prossimi allo sblocco del contributo pubblico che, nel frattempo, è passato dal 35% del costo totale della tratta A all’80%». Nel frattempo la Milano Serravalle ha garantito l’anticipo di cassa che permetterà alle imprese di poter rientrare dai costi sostenuti al momento (oltre 200 milioni di euro).
La prosecuzione dell’opera, infine, al momento è garantita fino al termine della tratta B1, quella che va da Turate a Cermenate (collegamento con la Milano-Meda) mentre è ancora da verificare la copertura finanziaria dell’ultimo tratto fino a Bergamo: «Si stanno sbloccando anche i prestiti delle banche e la parte di project financing – conclude Lombardo – ce la faremo».
Proprio oggi, martedì, la società Serravalle, che controlla Pedemontana, ha annunciato che l’aumento di capitale di 100 milioni è stato completato con i 32 milioni che mancavano da parte dei privati. A versarli, però, è stata la stessa Serravalle sopperendo al mancato versamento da parte di Banca Intesa che è la stessa che dovrà, ora, garantire il prestito ponte da 200 milioni. Venerdì scorso era stato lo stesso Marzio Agnoloni, che è amministratore delegato di Pedemontana (e anche presidente di Tem e Serravalle, ndr), a lanciare l’allarme chiedendo ai privati di fare la loro parte (68 sono stati messi dalla esangue Serravalle, ndr) a garantire l’aumento di capitale necessario a sbloccare il prestito ponte di 200 milioni concesso dalle banche.
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