Potrebbe diventar tardi
Una lettera aperta ai politici sull'attuale situazione che sta vivendo l'Italia.
Cari politici, di vecchia data e nuovi, il tempo della fiducia sta per scadere.
Lo spettacolo del dopo elezioni è stato scandaloso, e quello del voto per il Quirinale davvero inguardabile.
Non ci interessa quanto guadagnate, seppure è scandaloso rapportato alla vostra "produttività". Quello che fa male, e anche molto arrabbiare, è che state uccidendo la speranza di poter cambiare. Avete permesso che nel Paese, negli ultimi venti anni, si esaltassero rabbia, rancore e ora anche il cinismo. Questo è il vostro peccato mortale e ne dovrete rispondere. Il primo modo è quello di riconquistarla la fiducia.
Vi scrivo oggi perché, al di là di quello che mi impone il nostro lavoro, eviterò di ascoltare le litanie del dopo giuramento del Presidente della Repubblica. Potremmo scrivere già le parole che, senza alcun pudore verranno pronunciate da molti di voi. Fa male ricordarvi che a 88 anni non poteva essere eleggibile nemmeno per lo Spirito Santo, e quindi Napolitano non sarebbe potuto esser Papa. Invece dalle 17 tornerà ad essere anche il mio Presidente. Un insulto a ogni decenza.
Il resto, le vostre chiacchiere e ragioni sono solo politichese e del peggiore. Non avete avuto rispetto per il riposo e la storia nemmeno di un 88enne.
L’Italia è meravigliosa, ma anche molto stanca. Non è solo colpa vostra quello che sta accadendo, ma voi da rappresentanti e garanti della democrazia anziché aiutarci a guardare avanti vi siete ripiegati a garantire solo il vostro potere e i vostri privilegi. Questo straordinario Paese non fa più figli ed è rapidamente diventato il più vecchio del mondo e trionfano l’apparenza e il tornaconto. Non sarà un caso che le parole più indigeste, ancorché vere arrivino da un "giullare". Lui, come accadeva anche in passato, ha la sfrontatezza di gridare che "il re è nudo".
"Arrendetevi, siete circondati" è solo una delle varianti. Pensateci, se avete ancora un po’ di cuore, sensibilità e qualche germe di umiltà.
Rimandare potrebbe diventar tardi.
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