Toghe di talento e di spirito

L'intitolazione della Camera Penale a due importanti avvocati fa tornare in mente esilaranti episodi che ricordano il valore professionale e umano di Lucio Paliaga e Giuseppe Lozito

Domani mattina (6 luglio ndr) alle 11 il teatro Santuccio aprirà le porte a una manifestazione riservata alle toghe: l’intitolazione della Camera Penale a due avvocati, Lucio Paliaga e Giuseppe Lozito. Con magistrati, avvocati, autorità potremo esserci anche noi semplici cittadini: la nostra sarà una presenza voluta perché la comunità possa sentirsi più vicina al pianeta giustizia che a Varese gode di meritato rispetto e ha diritto a una migliore conoscenza.
La manifestazione è già stata presentata, piace oggi ricordare i due avvocati attraverso episodi che hanno avuto testimoni i cronisti. Io a Como ho conosciuto Lucio Paliaga alla sezione scherma della mitica Società Ginnastica Comense, invece Giuseppe o meglio Cicci, Lozito in pretura al seguito del padre Aldo, mitico penalista di Varese.
Lozito senior assieme al comasco Angelo Luzzani – una star dopo un processo per un delitto a Villa d’Este – dovevano difendere un autorevole cliente per una violazione della legge davvero piccola ma pur sempre reato. Le formidabli arringhe dei due legali non convinsero il pretore, ma forse Cicci si convinse del tutto che la professione di avvocato era davvero bella. E con atteggiamenti meno ieratici di quelli del papà, ma con uguale sapere giuridico, Lozito jr divenne un eccellente legale.
Dopo il diritto, sua grande passione sincera e pulitissima fu il socialismo, quello di Aldo Montoli e Luigi Ambrosoli, per intenderci. Passione che gli costò qualche dolore. A una cerimonia funebre a Villa Recalcati, c’erano i grandi del socialismo lombardo, davanti alla bara al termine di un breve appassionato intervento Lozito jr invitò i compagni presenti a levare alto il pugno per l’ultimo saluto.Vidi levarsi solo il suo braccio. Non fosse stato per la mia lontananza professionale dalla politica avrei salutato anche io e feci fatica a non abbracciare Cicci.
Di Lozito jr sono stato amico inaffidabile avendo partecipato a una congiura non andata a buon fine per la rinuncia di un altro amico ben più sensato. Poichè Cicci non amava il clero conservatore e retrivo, è accaduto anche a diversi pontefici, avevamo organizzato una credibile sua convocazione in Curia a Milano, ma tutto saltò per una opportuna crisi di coscienza di un altro amico, oggi legale che va per la maggiore. Anche se era fasulla la convocazione, Cicci avrebbe trovato modo di trasformare la spedizione curiale in un caso nazionale.
Più intensi i rapporti con Lucio Paliaga, altro signore d’animo. A Varese egli seguì un tragico sequestro di persona e dovette avere dei contatti con un emissario dei rapitori. Accadde di notte, in autostrada, Lucio ne riportò un vero trauma, soffriva a riparlarne anche molto tempo dopo. L’uomo affiorava sempre in lui.
Ma era pure un simpatico compagnone, in certe occasioni recuperava la goliardia della gioventù. Aula del vecchio tribunale, parecchi avvocati e un magistrato chini su fascicoli e carte, oggetto di una vivace discussione. A un tratto il giudice si inalbera, furioso si gira di scatto, ma lo fermano e lo fanno sorridere le parole e l’atteggiamento di un esterrefatto avvocato:” Mi scusi, mi scusi, credevo fosse l’avvocato XXL”. E dopo il sorriso dal magistrato arrivò l’assoluzione.Con insufficienza di prove su natura e scopi della malandrina palpata. E Lucio? Mantenne il segreto professionale, non volle mai aggiungere capitoli alla divertente vicenda.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 05 Luglio 2013
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