Da Cunardo agli Oscar, gli effetti speciali del giovane Alan
Il 27enne varesino Alan Stanzione vive a Londra da due anni: lavora in un'agenzia che ha curato gli effetti speciali di "Warld War Z", "Robin Hood", "Harry Potter" fino a "La vita di Pi" che ha vinto l'ambita statuetta: "Un sogno che si è realizzato"
Ha 27 anni, è originario di Cunardo e ha vinto un vero Oscar, quello per gli effetti speciali del film La vita di Pi, di Ang Lee. Non è uno scherzo, il giovane cunerdese Alan Stanzione vive a Londra da un anno e mezzo lavora alla Mpc, società di effetti speciali londinese che ha curato i "trucchi" del noto film. Pellicola che ha portato a casa ben quattro ambite statuette. «Ho lavorato su alcuni fotogrammi del film – racconta emozionato – e quell’Oscar lo sento anche un po’ mio, è come aver realizzato un sogno».
Alan fa parte di quei giovani determinati e di talento che per seguire un sogno abbandonano l’Italia, perchè in questo campo, nel cinema, ci sono pochissime possibilità. Come raccontò anche il saronnese Andrea Leanza, che oggi vive a Londra e che ha fatto parte del team di make-up anche del recente World War Z con Brad Pitt.
Alan ha inseguito anche lui la passione per il cinema. «Gia qualche mese prima di laurearmi iniziai a lavorare in un piccolo studio di pubblicitùà a Milano – racconta -. Sono rimasto lì per 6 mesi poi mi hanno chiamato da Rainbow CGI a Roma per lavorare sul secondo film delle Winx». Poi la chiamata a Londra: per anni avanti e indietro tra le due capitali, in mezzo tanti film come "I gladiatori di Roma"e appunto "La vita di Pi".
Come nasce la passione per il cinema?
«La mia passione per i visual effects e per l’animazione o come viene piu comunemente chiamata cgi (computer generated imagery) nascie negli ultimi anni delle scuole superiori. Avevo letto alcuni articoli su una rivista che parlavano dei visual effects di alcuni film. Sono sempre stato affascinato da film come Jurassick Park o Star Wars, leggere quegli articoli mi ha completamente catapultato in quel mondo, volevo capire come funzionava allora andai in una libreria e mi comprai un manuale su un software di animazione. Purtroppo le risorse a quel tempo erano molto limitate. Non esistevano scuole e anche le informazioni su internet erano abbastanza scarse. Cosi iniziai a studiare per conto mio a casa la sera e grazie ad alcuni manuali ma soprattutto scrivendo e leggendo un forum online di italiani che erano gia nel campo ho imparato al maggior parte delle cose su questo mondo».
A quali film hai lavorato fino a oggi?
«In Italia ho lavorato al secondo film delle Winx e al lungometraggio animato “I Gladiatori di Roma”. A Londra ho lavorato su “Robin Hood” (Ridley Scott), “Scontro tra Titani”, “Harry Potter e i Doni della Morte”, “Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del mare”, “Wolrd War Z”, “Dark Shadows”, “The Lone Ranger”, “La vita di Pi”, “300: Rise of an Empire”. Attualmente sto lavorando su “Guardians of the Galaxy”, “Maleficent”, e altri due film di cui non posso parlare visto che non sono stati ancora annunciati».
Il tuo nome è finito nei credits sul grande schermo?
«Visto che ogni compagnia di effetti speciali ha lo spazio limitato nei credits, non sempre il nostro nome finisce nel film visto che c’è molta gente che ci lavora. Per adesso ho avuto i credits per “Winx 2”, “I Gladiatori di Roma”, “Robin Hood” e “World War Z”. È sempre un emozione vedere il proprio nome sul grande schermo, soprattutto dopo tutto il lavoro fatto per quel determinano film. Ma la soddisfazione maggiore è sentire le reazioni del pubblico in sala. Mi ricordo quando andai a vedere la prima volta "Robin Hood" qui in italia: finito il film, all’uscita del cinema sentii alcune persone che cercavano di capire dove avevano girato la scena finale della battaglia. Lì capii che avevo fatto bene il mio lavoro visto che in quella sequenza avevamo ricostruito quasi tutto in 3d, per cui sul set reale non c’era quasi niente se non una normale spiaggia e una decina di attori».
Qual è il progetto a cui ti è piaciuto di più lavorare?
«Credo che sia stato “World War Z”. E’ stata una produzione molto impegnativa durata complessivamente circa 2 anni e mezzo per lo studio, per me è stato piu di un anno di lavoro. Per “World War Z” avevamo quasi 700 shot da fare, praticamente tutti a parte la sequenza iniziale a Philadelphia. Io ho lavorato e lavoro attualmente nel reparto di Crowd (animazione di folle) e Rnd (Ricerca e sviluppo). La tecnologia che avevamo non era sufficiente per poter creare le piramidi e le orde di zombie, per cui ho scritto e sviluppato un software che permettesse di animare tutti quegli zombi. E vedendo il film sul grande schermo devo dire che siamo riusciti a fare un buon lavoro».
È proprio necessario espatriare per lavorare nel cinema?
«Purtroppo si, in italia le produzioni cinematografiche sono sempre meno, con sempre meno investimenti, per non parlare dei visual effects che sono praticamente inesistenti. Ma basta vedere che fine ha fatto cinecittà, che verrà trasformata in un bel centro commerciale con annesso albergo, per capire il futuro che ha il cinema. Ormai se si vuole lavorare in questo campo ci si deve spostare a Londra, o Vancouver o California dove attualmente ci sono molti incentivi per quel che riguarda le tasse per il cinema».
Dopo l’Oscar il tuo sogno nel cassetto?
«Uno dei miei sogni era di lavorare ad un film vincitore di Oscar e questo sogno si è realizzato prima del previsto visto che a febbraio abbiamo vinto l’oscar per i migliori effetti visivi per “La vita di Pi” di Ang Lee, in cui ho lavorato in un paio di scene. Forse il mio sogno attuale è quello di poter fare questo lavoro in Italia, ma non credo che si potrà mai avverare, soprattutto visto che le cose sembrano andare sempre peggio nel nostro paese. Comunque continuo lo stesso a sperare».
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