Fiori di cemento (armato) al Castello di Masnago

Fino al 29 settembre si possono ammirare le opere del grande ingegnere strutturista del ‘900

Fu capace di far fiorire le sue architetture, Pier Luigi Nervi, il grande ingegnere strutturista le cui opere riproducono, nelle grandi dimensioni, le incredibili strutture che danno forma alle volute di una conchiglia, alle infiorescenze del girasole, alle spirali di una pigna. È da questo processo di aggregazione a livello molecolare, che origina strutture complesse, che nasce la definizione della sua arte del costruire: quell’ “Architettura Molecolare” che ha pervaso tutte le sue opere e che dà il nome alla mostra, per la prima volta a Varese, in corso al Castello di Masnago fino al 29 settembre.
Nervi ebbe la capacità di interpretare la statica dandole forma, imparando dalla natura e applicandone istintivamente le leggi di assemblaggio, plasmando opere di grande bellezza e maestosità generate dall’intreccio di elementi prefabbricati. Le sue volte curve, i suoi soffitti che nascono aprendosi a fiore dai grandi pilastri sono sostenuti da un intreccio di elementi che ricordano la struttura della molecola, in cui gli atomi sono uniti gli uni agli altri da legami "molecolari" per l’appunto, che danno all’insieme forza e bellezza.
La sala delle udienze pontificie in Vaticano (anche detta Sala Nervi) con il suo incredibile soffitto in cui le strutture geometriche si ripetono e si rincorrono, o il Palazzo del Lavoro di Torino (realizzato per Italia ’61) con i suoi piloni simili a tanti giganteschi fiori che sorreggono la struttura: sono moltissimi gli esempi emblematici della sua “architettura molecolare”, nel suo lungo percorso professionale non possono non essere citate lo Stadio di Firenze, il Palazzetto dello Sport di Roma, la Cattedrale cattolica di San Francisco, la sede dell’Unesco a Parigi, il grattacielo di Australia Square a Sidney e quello di Victoria Square a Montreal, l’Ambasciata d’Italia a Brasilia, il "Pirellone" a Milano (con Danusso e Ponti), le realizzazioni per le Olimpiadi romane del 1960…
La mostra, che nel primo mese di apertura ha registrato più di 400 visitatori,  si sviluppa intorno a circa 150 riproduzioni, in alta definizione, di materiale documentario, fotografico, progettuale e grafico relativo alla figura dell’ingegnere e alle sue opere più significative. Oltre a un corpus di disegni dell’archivio professionale conservati presso Csac di Parma e Fondazione Maxxi di Roma, carteggi che rivelano il percorso progettuale e i rapporti con la committenza, fotografie storiche.
Prodotta e organizzata dall’Ordine degli Ingegneri di Varese e dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese con la collaborazione del Comune di Varese, Provincia di Varese, Agenzia del Turismo della Provincia di Varese, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Camera di Commercio di Varese, Associazione nazionale costruttori edili (Ance) Varese, l’esposizione intende essere un tributo a Pier Luigi Nervi oltre che un’occasione per far conoscere, anche ai non addetti ai lavori, una figura che seppe realizzare opere di ingegneria e di architettura strutturale che sanno riunire in sé un’innegabile bellezza e la profonda conoscenza dell’arte del costruire.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 agosto 2013
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