Pistola in mano rapinarono il titolare di un ristorante, arrestati

Due ragazzi di 25 e 32 anni pedinarono e minacciarono un uomo di 50 anni mentre stava tornando a casa. Dopo otto mesi di indagini e “traditi” dal cellulare rubato sono stati presi

Hanno seguito il titolare di un ristorante, gli hanno puntato contro una pistola, l’hanno rapinato e chiuso nella sua auto. Poi sono fuggiti e hanno fatto perdere le loro tracce. Ma dopo otto mesi di indagini i responsabili di questa rapina sono stati arrestati dai carabinieri della Tenenza di Tradate.
I fatti risalgono allo scorso 17 dicembre, quando il gestore del ristorante Belvedere di Venegono Inferiore, dopo la chiusura dell’esercizio, è andato con la sua auto verso casa. L’uomo, dell’età di circa 50 anni, è stato seguito da un’altra vettura di colore grigio. Questa si è fermata vicino a lui quando ha parcheggiato. Due persone con il volto coperto da una sciarpa si sono avvicinate e una di loro aveva in mano una pistola di piccolo calibro. L’altra gli ha strappato orologio e chiavi dell’auto, mentre lui consegnava il portafoglio come richiesto, contenente l’incasso della giornata, circa 2mila e 400 euro in contanti. I due lo hanno così chiuso in macchina e intimato di preparare altri soldi, che sarebbero tornati. Poi sono fuggiti. Il 50enne è uscito dalla macchina e ha chiamato i carabinieri, ma i posti di blocco posizionati quanto prima non hanno dato risultati.

Le indagini sono però proseguite. Ieri mattina i due sono stati arrestati: un ragazzo di 31 anni con precedenti per rapina di Pessino e uno di 25 di Brugherio. Entrambi sono accusati di rapina aggravata in concorso, oltre a detenzione e porto illegale di arma da fuoco. I carabinieri sono arrivati a loro grazie al cellulare che è stato rubato. Infatti, subito dopo la rapina, il telefono è stato utilizzato per chiamare l’abitazione del 50enne lasciando un messaggio in segreteria, nel quale lo si intimava a preparare altri soldi. Questo è servito ai carabinieri a identificare il cellulare. Dopo un po’ di tempo è emerso dall’analisi dei tabulati che lo stesso cellulare veniva utilizzato, con un’altra scheda, da una ditta di Milano. Il titolare, raggiunto dai carabinieri ha dichiarato di averlo comprato in un negozio di telefonia usato. Mentre il titolare del negozio ha fornito le generalità di chi lo aveva portato. Ed ecco che sono scattati i primi pedinamenti con acquisizione di foto tramite le quali la vittima della rapina ha riconosciuto il ragazzo più giovane.
Ben presto, senza intercettazioni, ma con altri appostamenti e pedinamenti, i carabinieri sono anche risaliti al “collega” più anziano, scoprendo che si trovava già in carcere a Monza per un’altra rapina. il 25enne invece è stato arrestato a casa dei suoi genitori e portato nello stesso carcere. Dovranno rispondere quindi di rapina aggravata in concorso e detenzione illegale di arma da fuoco.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 20 Settembre 2013
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