Ere non pervenuto, Polonara ottimo primo tempo

Il capitano è la delusione maggiore. Achille parte alla grande, poi subentra Coleman. Passaggio a vuoto per Scekic

SCEKIC 5 (foto) – Era campione in carica, avendo vinto la Supercoppa con Cantù dodici mesi fa, e infatti è sceso in campo determinato a ripetersi. Però, dopo un secondo quarto in cui difende il canestro con ferocia, rovina la sua prova con un paio di errori da mezzo metro e con un tecnico (vero, eccessivo) che serve a Siena per un ennesimo spunto verso la vittoria.

SAKOTA 5 – Potrebbe starci l’S.V., viste le premesse e l’andamento della partita, ma in dieci minuti poteva provare ad andare oltre il fallo fatto e l’assist distribuito. Spiace, perché ci teneva tantissimo, ma proprio non era la sua partita anche a causa dell’infortunio.

COLEMAN 7 – Ventitrè punti, alcuni dei quali davvero pregevoli per fattura, cancellano la prova disastrosa con Oldenburg e restituiscono il bomber che tutti si aspettavano. Aubrey guerreggia anche in difesa, almeno sulla uomo (Hackett stasera è stato anche tanto fumo, oltre all’arrosto), però con il suo gioco dà spesso l’idea di volerci provare da solo. E alla lunga i compagni non sono poi così contenti.

RUSH 5 – Nella serata in cui Ere è ricercato su “Chi l’ha visto”, lo svedese di riserva non imprime alcun cambiamento nel ruolo di guardia. Certo, rispetto al capitano, ci mette più energia ma il fatturato finale è vicino allo zero.

CLARK 5,5 – Continua a non convincere. Qualche spunto qua e là, alcuni botta e risposta con il dirimpettaio Green (che alla lunga vince il duello) ma anche diversi passaggi in cui non lascia segno. Insistiamo: è il play che serve a questa Cimberio?

DE NICOLAO 5,5 – Canestri rari come il panda, gestione di regia sufficiente e nulla più. Ha possibilità di fare un salto in alto rispetto all’anno scorso, ma in queste sfide di alto profilo non ha convinto più di tanto.

HASSELL 6 – Alla fine diventa matto nel provare a capire come mai quel lungagnone bianco e italiano con il cognome tedesco continui a trovare il modo di fare canestro con qualche metro di spazio davanti a sé. Però “The Tank” questa volta sta in campo con il piglio giusto, si fa trovare pronto in attacco e a rimbalzo e, almeno contro Hunter, regge in difesa. Non basta, ma rispetto a Vilnius è decisamente migliorato (peggiorare era difficile…).

ERE 4 – Due punti raccattati nel finale con un canestro da mezzo metro, e una collezione di ferri ammaccati da fare paura. Frates lo difende a spada tratta, parlando di condizione non ottimale, ma l’Ere di stasera è stato inguardabile fin dalla contesa iniziale, quando tutti erano ancora freschi e quando Carter trova subito il modo di infilzarlo. Zero assoluto.

POLONARA 7 – Voto guadagnato nei primi due quarti quando è un vero e proprio killer di ogni marcatore e di ogni difesa senese che provano a fermarlo. Poi però, pian piano, sparisce dalla partita, meno servito di prima e meno intraprendente. Ma come a Vilnius è per larghi tratti il migliore biancorosso.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 08 Ottobre 2013
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