Il tessile italiano verso Expo: “Sarà il megafono delle nostre innovazioni”

Il convegno Nanoitaltex è stata l'occasione per oltre 200 operatori per fare il punto della realtà produttiva e di ricerca in vista dell'evento milanese del 2015. Sostenibilità ambientale e innovazione i punti forti del rilancio di un settore fondamentale

Il mondo del tessile può dare un grande contributo ad Expo 2015 e la grande kermesse milanese dovrà essere il megafono del livello di avanzamento tecnologico di un settore che ha già imboccato da tempo la via della sostenibilità ambientale. E’ questo il senso del convegno che si è svolto oggi, venerdì, a Malpensafiere dove Centrocot e TexClubTec hanno chiamato a raccolta le aziende leader nel settore. Nanoitaltex 2013 è stata l’occasione per dimostrare come questo settore, in particolare in provincia di Varese, non sia affatto in declino anzi l’obiettivo è proprio quello di mostrare quanto questa realtà sia importante per l’economia italiana.

Il presidente della Camera di Commercio varesina Renato Scapolan, che ha fatto gli onori di casa, ha sottolineato un dato importante: «Lo dimostrano quotidianamente le 2.100 imprese varesine del settore Tessile-Abbigliamento-Moda con i loro 16.500 dipendenti – ha detto alla platea di 250 operatori presenti sottolineando un dato sull’innovazione – nel primo semestre 2013 il ritmo di crescita dei brevetti depositati in Camera di Commercio è stato accentuato (+16%), facendo così seguito a un 2012 dove, dopo un rallentamento nel 2011, il loro numero era ritornato ad aumentare. Se è vero che esiste una relazione tra capacità di brevettare e ciclo economico, qualche spiraglio di recupero sembra emergere proprio da questa tendenza».

Grazia Cerini, direttore generale del Centrocot, non ha dubbi sull’apporto che il tessile tecnico potrà portare ad Expo: «Bisogna sapere che il settore del tessile non è solo vestire ma anche fibre, filati, tessuti per molte applicazioni. Ad esempio il settore automotive, i filtri, il packaging alimentare sono solo alcuni dei settori nei quali opera – spiega – quindi Expo e tessile possono stare insieme. Il concetto di sostenibilità ambientale dell’esposizione universale di Milano si sposa perfettamente con questo settore. Sono stati sviluppati tessuti che servono a fermare le frane sulle montagne oppure prodotti tessili che servono per riparare i tubi dell’irrigazione». Il direttore di Centrocot sottolinea come le imprese italiane abbiano un’alta capacità di rispondere alle esigenze di innovazione tecnologica ma non sottovaluta il bisogno di dare forza a queste realtà, servono capitali per acquistare fibre costose che solo in parte sono prodotte in Italia: «Da Expo ci aspettiamo che il mondo intero presti attenzione a questo settore perchè è possibile il rilancio, non è una questione di salvataggio di posti di lavoro ma molto altro – prosegue – ad esempio il Centrocot sta facendo molto nel settore della sostenibilità ambientale attraverso i propri laboratori e le certificazioni come ad esempio il marchio Oeko-Tex® Standard 100 per la verifica dei prodotti usati nelle lavorazioni, è una realtà unica nel panorama italiano. Siamo in grado di capire cosa c’è in un tessuto e abbiamo un progetto che si chiama Prefer attraverso il quale stiamo realizzando un polo territoriale di sostenibilità ambientale indipendentemente dal tipo di produzione dalla tessitura alla tintoria. Per noi non è una cosa nuova perchè in provincia di Varese si investe da anni, in questo senso». 

Durante la giornata si sono susseguiti gli interventi di una serie di imprenditori, tecnici, associazioni di categoria che hanno spiegato come si sta muovendo il panorama italiano del tessile. Mauro Scalia di Euratex ha parlato di Horizon 2020, Aldo Tempesti di TexClubTec ha illustrato il contributo del tessile tecnico in Expo 2015, Giovanni Brugnoli di Univa ha relazionato su problemi e opportunità per le Pmi, Marino Vago di Sistema Moda Italia delle strategie di sviluppo per il settore dell’abbigliamento. Molte anche le realtà imprenditoriali intervenute come Roberto Rossetti di Finelvo, Giuseppe Vincenti di Tiba Tricot, Matteo Grimoldi di Saati, Matthias Hummel di Luffenmuhele e molti altri. Ognuno ha portato la propria esperienza dai tessuti per trasportare acqua potabile all’utilizzo della seta nel settore salute e molti altri. Tutti insieme per dire che il tessile italiano sarà ad Expo 2015 per riprendersi il suo ruolo sulla scena mondiale, dopo anni di difficoltà e riorganizzazione.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 18 Ottobre 2013
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