La sagra delle insufficienze gravi
Tolto De Nicolao e l'esordiente Mei, nessuno merita il 6. E quasi tutti sono bocciati senza appello
SCEKIC 4 (foto) – Qualcuno se lo chiede da tempo, ora iniziamo a farlo anche noi: in società sarà rimasto, su qualche rubrica, il numero di telefono di Janar Talts? L’estone non è Dunston, ma il suo sostituto in questo momento non ne è all’altezza.
SAKOTA 4 – Riesce anche a farsi fischiare un fallo tecnico con la squadra sotto di trenta punti. La prima “impresa” della sua stagione, che di fatto non è ancora incominciata.
RUSH 4 – Ennesima occasione sprecata: non c’è Coleman, può avere minuti importanti e al posto di gettare il cuore sul parquet si adegua subito al pallore messo in campo dai compagni. Delusione, per certi versi la più cocente.
CLARK 4 – Un paio di canestri in apertura di gara, e poi il nulla cosmico per mezz’ora. Mette a Sassari la stessa paura che farebbe un orsacchiotto di pelouche a un battaglione di Marines.
DE NICOLAO 6,5 – Predica nel deserto, unico sempre volenteroso (anche quando una partita c’è ancora) dall’inizio alla fine. Il solo che si merita un applauso e che esce con la canottiera sudata per davvero. Bravo.
MEI 6 – Primi veri minuti di basket ad alto livello (Frates lo mette in quintetto) che Nicola gioca nel modo giusto e cioè senza paura. Segna i primi 4 punti della partita che sono anche quelli dell’unico vantaggio di Varese.
HASSELL 5 – Meno peggio di chi lo circonda, nonostante un approccio da panchinamento rapido (quello che Frates, infatti, decide). Una delle vittime di Caleb Green, ma come si può pensare che Hassell possa marcarlo lontano da canestro? Per lo meno, in attacco non fa danni.
ERE 5 – Tantissimi errori, sia al tiro, sia nelle scelte, sia nelle esecuzioni. Ma rispetto ad altri prova almeno a impegnarsi e a cercare la via del canestro. Troppo poco, ma è qualcosa più del niente mostrato da tanti compagni.
POLONARA 4 – Un punto, pochi tiri (tutti fuori bersaglio), mai con la testa nella partita. Seconda delusione consecutiva dopo quella di Valencia dove, per lo meno, a lungo andare aveva tirato fuori un po’ di carattere. Ma dopo Toellman trova un altro rullo compressore in Caleb Green.
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