Rivoluzione Aler, la riforma approvata in Regione
Dalle 13 Aler oggi esistenti si passa a 5: Busto Arsizio e Varese accorpate con Como e Varese. Voto favorevole di tutte le forze politiche tranne M5S
Via libera a larga maggioranza in Consiglio regionale alla riforma delle Aler. La legge è stata approvata con il voto favorevole dei gruppi Nuovo Centro Destra, PdL, Lega Nord, Maroni Presidente, Fratelli d’Italia, Pensionati, Partito Democratico e Patto Civico, contrario il solo gruppo Movimento 5 Stelle. Dalle 13 Aler oggi esistenti si passa a 5, con i seguenti accorpamenti: Milano, Lodi-Pavia, Brescia-Cremona–Mantova, Bergamo–Lecco-Sondrio, Busto Arsizio–Como–Varese-Monza Brianza. Vengono azzerati i Consigli di Amministrazione attualmente composti da sette componenti e viene istituita la figura del presidente unico: in sostanza si passa da 91 consiglieri di amministrazione ai soli 5 presidenti attuali.
Tenendo conto anche di Collegi sindacali e direttori generali, si passa complessivamente dalle 169 posizioni precedenti alle attuali 25, con un risparmio di 144 posizioni: a regime, con questa riforma verranno risparmiati 2,5 milioni di euro, con un costo gestionale complessivo che scenderà da 4 milioni e 900mila euro a 2 milioni e 400mila euro, al quale va poi aggiunto un ulteriore risparmio legato ai costi indiretti.
«Tenendo conto del progetto di legge approvato dalla Giunta, con cui veniva proposta l’Alpe, l’Agenzia lombarda pubblica edilizia, e delle proposte avanzate dai gruppi consiliari –ha detto il presidente Alessandro Sala (Maroni Presidente)-, abbiamo trovato una soluzione di equilibrio in grado di garantire un sensibile contenimento della spesa grazie a una forte razionalizzazione di enti, cariche e costi gestionali, dando contemporaneamente risposte dal punto di vista sociale, anche attraverso la ristrutturazione del patrimonio edilizio. Ho voluto mantenere un organismo di tre revisori di cui uno indicato dalle minoranze al posto del revisore unico –ha aggiunto Alessandro Sala- a maggiore garanzia dell’attività di controllo e di trasparenza sull’attività gestionale e contabile di ciascuna delle 5 nuove Aler». In Aula non è stata accolta la richiesta del Consigliere Fabio Altitonante (PdL) di esentare le Aler dal pagamento dell’Irap e di esentare gli immobili Aler dal pagamento di imposte di istituzione regionale essendo l’Irap una tassa di competenza governativa e non regionale, mentre è stato approvato un emendamento presentato dal Partito Democratico sulla necessità di norme chiare e precise che garantiscano la salvaguardia dei livelli occupazionali esistenti.
«L’emergenza casa è una delle problematiche più sentite in questo momento – ha affermato il Presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo a conclusione dell’approvazione in Aula–. Questo, come abbiamo già ribadito, è certamente una riforma ‘ponte’ che dovrà essere completata nei prossimi mesi, per arrivare ad una legge definitiva in materia di edilizia residenziale pubblica. È un fatto positivo che si sia arrivati nei tempi annunciati a ridefinire un modello che va nella direzione del risparmio e del contenimento della spesa».
La legge – Il provvedimento approvato oggi prevede l’istituzione di comitati territoriali composti da sindaci (senza rimborsi economici), con l’obiettivo di assicurare un’ampia condivisione delle scelte che verranno assunte dai direttori generali: viene inoltre istituito in ogni Aler l’Osservatorio per la legalità e la trasparenza costituito da presidente, direttore generale, cinque sindaci e tre comandanti di vigilanza urbana dei Comuni appartenenti all’Aler di riferimento, con possibilità per il direttore generale di invitare alle riunioni dell’Osservatorio anche rappresentanti dei comitati degli inquilini.
In sede di votazione degli emendamenti, è stata respinta con 45 voti contrari, 19 a favore e 2 astenuti la proposta dei Consiglieri Agostino Alloni, Marco Carra, Giuseppe Villani e Gianantonio Girelli (PD), appoggiata da Carlo Malvezzi (PdL), di istituire 6 Aler scorporando Cremona e Mantova da Brescia. Una richiesta motivata dal fatto che l’accorpamento Lodi-Pavia, così come approvato, presenta un numero inferiore di alloggi rispetto alle sole Mantova e Cremona.
Le reazioni – «Siamo soddisfatti per il lavoro svolto –ha detto il capogruppo del Nuovo Centro Destra Mauro Parolini – ma va rilevato che questo è solo il primo passo del percorso di riforma complessiva delle politiche abitative. Superato ora il tema della governance, come previsto dalla scadenza dei Commissari straordinari in carica fino al prossimo 31 dicembre, ora c’impegneremo in maniera altrettanto seria e incisiva per una riforma generale della legge sulla casa entro i primi tre mesi del prossimo anno. Voglio sottolineare -ha concluso Parolini– il ruolo centrale che giocheranno i territori e le comunità locali, attraverso l’istituzione del Consiglio territoriale».
«Non è solo un discorso di poltrone -ha ricordato il Consigliere Fabio Altitonante (PdL)-. Oggi con questo provvedimento la politica può avere una nuova credibilità e vogliamo dare una risposta seria e una speranza alle famiglie lombarde perché accanto a quelle 53 mila persone che aspettano una casa popolare, ce ne sono altrettante che non possono permettersi un’abitazione privata. Già a partire dal prossimo bilancio dovremo dare un segnale forte in questo senso».
“Bene il taglio dei costi, ora maggiori controlli e più efficienza”: questo il commento di Massimiliano Romeo (Lega Nord). “Adesso però –ha aggiunto- è necessario lavorare per rivedere il sistema delle case popolari nel suo complesso, modificando i criteri di assegnazione, che troppo spesso penalizzano i cittadini lombardi; è necessario favorire chi da sempre vive e lavora in Lombardia rafforzando il criterio della residenzialità”.
Per Stefano Bruno Galli (Maroni Presidente) si tratta di «una riforma importante, incisiva e radicale: il lavoro svolto è testimonianza della buona politica lombarda».
Per Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia) «la gestione finanziaria delle Aler deve essere assolutamente trasparente così come devono essere disponibili gli elenchi di assegnatari e occupanti, i canoni di affitto e le indennità di occupazione. Questa riforma è un primo passo efficace per garantire un futuro alle Aler. Bene la creazione dell’osservatorio per la legalità e la trasparenza».
Onorio Rosati (PD) ha motivato il voto favorevole del suo gruppo sottolineando l’accoglimento da parte della maggioranza delle richieste presentate dal Partito Democratico sulla necessità di garantire e tutelare il mantenimento degli attuali livelli occupazionali: «Ora –ha aggiunto- dobbiamo proseguire questo impegno per una riforma complessiva della legge 27 dove la chiarezza sulle risorse dovrà essere requisito fondamentale».
«Certo non è la legge che avremmo voluto. Ma ci siamo fortemente battuti per la partecipazione degli inquilini agli organi di vigilanza e per un maggiore coinvolgimento dei territori. E il lavoro d’Aula ha dato in tal senso esito positivo». Così Lucia Castellano è intervenuta sulla riforma della governance delle Aler, dichiarando il voto favorevole del Patto Civico e accompagnandolo con un apprezzamento per l’impegno assunto dalla Giunta a reperire adeguati finanziamenti da destinare all’Erp.
Parere contrario è stato espresso infine da Iolanda Nanni (M5Stelle): «Oggi è stato votato un testo che non è stato frutto di un lavoro di condivisione, ma solo di imposizioni dall’alto e di accordi a porte chiuse tra i partiti, con il risultato finale di un ente dove le nomine saranno sempre più politicizzate e con una spartizione di poltrone che non va certamente nell’interesse dei cittadini».
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