Cimberio spuntata dall’arco, Milano si prende il derby
Varese disputa una buona partita contro la capolista EA7 ma si inceppa nel tiro da tre punti. Inutili le prove di Banks e Polonara, al PalaWhirlpool festeggia l'Olimpia (71-76)
Varese fa flop con una delle sue armi di solito più affidabili e non riesce a ribaltare il pronostico nel derby interno con Milano. Impensabile battere questa Olimpia tirando, in casa, con un misero 18% nel tiro da tre punti (4/22) che di fatto rovina una partita ben interpretata dalla squadra di Frates. Per vincere infatti i dettami erano quelli di provare a correre e di reggere l’impatto fisico con l’EA7, soluzioni di gioco tutto sommato riuscite, ma nessuno si attendeva una prova così fredda dall’arco con gli specialisti Clark (1/8), Sakota (0/3) ed Ere (1/ 4) ad ammaccare sistematicamente il ferro, spesso con conclusioni relativamente facili. L’EA7 ha così potuto ringraziare, e ha amministrato un vantaggio costruito nel finale del secondo periodo dominato da Langford, e consolidato con il passare dei minuti. La Cimberio ha avuto il merito di non mollare, ha saputo risalire negli ultimi scampoli di gara, ma non è riuscita nel miracolo di ribaltare il risultato.
Menzione speciale per Polonara e Banks, i due migliori in campo per la squadra di Frates che ha avuto una prova d’esordio sufficiente da parte di Linton Johnson. Il pivot, pizzicato in avvio dai falli, ha dovuto giocare con una certa accortezza nella ripresa e ha offerto qualche esempio di cosa potrà dare a Varese, magari contro avversari meno potenti di una Milano che ha potuto piazzare sottocanestro i vari Samuels, Gigli e Lawal. Con il ko di questa sera comunque, Varese torna nella parte bassa della classifica anche se la zona playoff resta molto vicina. Peccato perché al di là di tutto questa Olimpia è apparsa superiore ma non imbattibile, e due punti “estemporanei” contro la grande favorita avrebbero regalato fiducia e speranze rinnovate. Vedremo se a Venezia, domenica pomeriggio, si rivedrà la squadra capace del blitz di Reggio Emilia. Sarebbe un grande segnale.
COLPO D’OCCHIO – PalaWhirlpool pressochè esaurito per il derby tra Varese e Milano, storia e nobiltà della pallacanestro italiana, che va in scena in un momento in cui l’Olimpia aspira a quel trono che per tanti anni è stato di Siena. Proprio un ex Montepaschi, David Moss, è il più fischiato alla presentazione al pari dell’ex Cerella. Appello applaudito di Max Laudadio, nel prepartita, a un tifo pulito per il programma “Varese Fans Style” anche se difficilmente questa partita porterà donazioni alle Onlus benefiche interessate. La Curva (foto S. Raso) manda messaggi d’amore e tra i tifosi del settore più caldo spunta anche l’applauditissimo Leonardo Pavoletti, capocannoniere del Varese.
PALLA A DUE – Squadre al completo per Frates e Banchi: il coach varesino fa subito esordire in quintetto base il nuovo acquisto Linton Johnson; per il resto lo schieramento è il consueto. Milano invece presenta qualche sorpresa a partire da Langford e Melli in panchina al pari degli ex Kangur e Cerella (quest’ultimo non entrerà); il pivot titolare è Samuels.
LA PARTITA – Grande avvio della Cimberio che rispetta quello che aveva chiesto Frates alla vigilia: sportellate in difesa e conclusioni rapide per evitare la difesa schierata di Milano. Banks dà il la e Banchi deve fermare il gioco sul 10-2. La rimonta di Milano è immediata e favorita da due falli di Linton Johnson, poi compensati dagli arbitri con un tecnico a Samuels. Varese non si placa e con un ottimo Polonara arriva alla prima sirena sul 22-16
L’Olimpia però dal suo roster infinito pesca Langford, l’uomo giusto per costruire il primo break. La guardia fa a polpette il malcapitato De Nicolao in post basso e quando non segna (5/5 nel quarto) trova Samuels pronto sotto i tabelloni. Il primo passaggio a vuoto in attacco di Varese coincide così con il sorpasso ospite, anche se Polonara limita i danni e traghetta la Cimberio sul -6 alla sirena (42-46).
Il rientro coincide con il terzo fallo di Johnson (autore anche di una schiacciata clamorosa) e con Milano che dopo il + 8 viene riavvicinata da Banks in più occasioni.
Il gioco si fa spigoloso, gli arbitri sbagliano tanto ma su ambo i lati, e nel finale di periodo è una tripla di Hackett a portare il vantaggio in doppia cifra. Sakota ci prova ma non ne azzecca una al tiro e alla pausa Milano conduce di dieci, 56-66.
IL FINALE – Qui Varese ha il torto di non provare subito il tutto per tutto per riaprire la gara e anzi, rimane per circa 4′ ancorata a quel maledetto 56. Gli ospiti non spaccano la gara, ma quando convertono qualche possesso guadagnano un nuovo margine di sicurezza (56-71) che resiste anche al tardivo risveglio di Ere. Il capitano, a secco per quasi tutta la gara, infila due canestri e ridà alla Cimberio un filo di speranza, ma l’ennesima magia di Langford (tripla) e un Melli concreto respingono l’arrembaggio. Ci prova ancora Banks, stupendo negli slalom, nonostante su di lui calino mannaiate dalla difesa, ma quando Clark sbaglia un libero a ridosso dell’ultimo minuto, il sipario cala definitivamente (71-76). E lascia Varese con qualche pacca sulle spalle ma pure un certo rammarico per quello che poteva essere e invece non è stato.
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