Dalla Chiesa: “Contro la mafia in Expo controlli anche di notte”
Il sociologo, figlio del generale ucciso a Palermo, fa parte dell'organismo di controllo dei cantieri. A Busto ha raccontato come si fa antimafia civile insieme a Gian Antonio Girelli e David Gentili

«Siamo andati di notte e nei giorni festivi, di persona, a controllare i cantieri di Expo» – Nando Dalla Chiesa racconta così il suo impegno nell’organismo voluto dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia per ridurre al minimo i rischi di infiltrazione delle organizzazioni criminali all’interno dell’area di Rho-Pero dove ogni giorno centinaia di operai, decine di camion e ruspe lavorano incessantemente per realizzare i padiglioni espositivi di Milano 2015. Telecamere di sorveglianza ai varchi, un sistema telematico che riconosce le targhe dei camion che entrano ed escono, un accordo tra le diverse Polizie Locali di Milano, Rho, Baranzate, Pero per sorvegliare e indagare sui subappalti per garantire un evento "mafia free": «I varchi dai quali entrano le organizzazioni criminali sono i più impensabili e noi stiamo cercando di chiuderli tutti, facendo sentire loro il fiato sul collo». Cosa che per i primi due anni non sarebbe avvenuta, da quanto racconta lo stesso Dalla Chiesa: «Parlavano di sistemi telematici e video ma fino a quando non si è insediato questo organismo, nulla era stato fatto concretamente – spiega Dalla Chiesa – un classico della politica che alle parole non fa seguire i fatti. Non c’erano gli strumenti di controllo e non c’erano, di conseguenza, i controlli». Basterebbe dare un’occhiata alla tabella pubblicata da Stampo Antimafioso, per capire il grado di legalità che c’è nei cantieri.
Ai Molini Marzoli, venerdì sera, erano quasi 200 ad ascoltare gli ospiti del primo incontro organizzato

Se Dalla Chiesa si è concentrato maggiormente sul suo impegno in Expo, a fianco del sindaco di Milano Pisapia, Girelli e Gentili si sono concentrati sulla diga da ergere nel versante amministrativo: «A Milano siamo riusciti ad approvare questa commissione allunanimità – ha raccontato Gentili – e in questo anno e mezzo abbiamo lavorato con grande impegno e intensità con risultati importanti come ad esempio la mozione per una procedura per la protezione dei segnalanti nel comune di Milano (il cosiddetto whistleblowing, ndr)». Sia Gentili che Girelli hanno focalizzato la loro attenzione sulle amministrazioni locali, piccole e grandi, nelle quali si aprono brecce perchè il mafioso possa fare pressioni affinchè venga assegnato a lui o ad un’azienda a lui vicina l’appalto: «Sapere che i soldi dei cittadini possano andare ad arricchire chi sta riciclando danaro proveniente dallo spaccio, dallo sfruttamento della prostituzione, dall’usura ci deve far riflettere e agire perchè non avvenga» – ha detto Girelli.
Da questo punto di vista la consulta del consiglio comunale e il comitato del sindaco Farioli si stanno attivando perchè si lavori su entrambi i piani: alla consulta è stato dato un taglio più culturale, di diffusione e condivisione delle informazioni oltre che di promozione dei comportamenti legali, mentre al comitato del sindaco è stato affidato un compito più operativo e i primi punti su cui stanno lavorando sono stati elencati di recente.
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