“Aree delocalizzate”, la firma in Regione apre la strada per le demolizioni

Le case non abitabili a Somma, Lonate e Ferno saranno abbattute da Aler Varese: a disposizione 3,9 milioni di euro, la previsione è di partire entro fine 2014

È arrivato il momento buono, per abbattere le case abbandonate intorno a Malpensa? Dopo tanti annunci, parrebbe di sì: la Regione ha messo nero su bianco l’impegno (che riguarda appunto le "aree delocalizzate" a Somma Lombardo, Lonate Pozzolo e Ferno), con una convenzione per avviare le demolizioni. Quando? «Già entro la fine del 2014», dicono da Palazzo Lombardia, sede della Regione, dove si è svolto oggi l’incontro e dove è stata siglata la convenzione, percorso già annunciato da tempo.

La questione è aperta da dieci anni: le "aree delocalizzate" sono quelle zone intorno a Malpensa dove le abitazioni sono state abbandonate dagli abitanti (indennizzati) perché il livello del rumore legato all’aeroporto era oltre i limiti previsti dalla legge per la residenza. Acquistate dalla Regione, sono rimaste spesso alla mercé di senzatetto e sbandati, se non al semplice degrado legato al passare del tempo. «Un atto che punta alla riqualificazione della zona e che era atteso da anni dal territorio», dice Viviana Beccalossi, l’assessore regionale al Territorio e Urbanistica. «In questo modo – aggiunge l’assessore – si compie un passaggio indispensabile per porre fine a una situazione di degrado e abusivismo», conclude esultante l’assessore.

Il percorso è lungo, ora parrebbe arrivato il momento in cui si fa sul serio. La Convenzione stabilisce modalità e tempi per gli interventi di demolizione, affida progettazione e direzione lavori ad Aler Varese che dovrà confrontarsi con Comuni interessati. Nel complesso vengono destinati alle opere di demolizione 3,9 milioni di euro, risorse che fanno parte del fondo di rotazione finalizzato alla mitigazione ambientale di Malpensa (questione che ha creato grandi polemiche, due anni fa). L’elenco degli immobili su cui intervenire quanto prima è quello definito nella precedente riunione del Comitato, tuttavia lo stesso potrà, su proposta dei Comuni, essere modificato in base a sopravvenute esigenze del territorio. A tal proposito l’assessore ha evidenziato la necessità di intervenire per ridurre al minimo i tempi delle diverse autorizzazioni e partire con le demolizioni "già entro la fine del 2014", dice il comunicato della Regione. L’idea è di arrivare entro Expo ad avere le aree "spianate".

E qui si apre l’altro capitolo: capire cosa sarà delle aree. «La Regione si farà sicuramente promotrice di tutti gli atti necessari a pianificare l’intero recupero dell’area – conclude l’assessore – stiamo già valutando norme ad hoc ed un eventuale concorso di idee. Liberata dai fatiscenti
edifici esistenti, quella zona diventerà una grande opportunità di sviluppo e di riconversione per il territorio», da riedificare, anche con «Sea e i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico».

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Pubblicato il 09 Aprile 2014
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