Coach Messina: “Onorato l’impegno in un tempio del basket”
Il tecnico italiano del Cska: "Ho spiegato ai miei giocatori che qui si sono vinte cinque Euroleghe. Soddisfatto del loro impegno". Bizzozi: "Grande divario, ma sono contento"
Per una volta, cominciamo dal coach ospite le interviste del dopo partita. Noblesse oblige quando l’allenatore si chiama Ettore Messina ed è in predicato – non stiamo esagerando – di essere ingaggiato da una squadra Nba. Si parla di Utah o addirittura di Lakers, e se l’affare andasse in porto si tratterebbe del primo tecnico europeo a fare da head coach in un franchigia americana. «Dite bene voi, sono voci e basta. Sono come la bella Cecilia, tutti ne parlano e nessuno la piglia» taglia corto Messina con un sorriso, prima di salutare i cronisti e lasciar cadere la domanda. In precedenza però l’ex allenatore di Virtus Bologna e Treviso aveva analizzato il doppio impegno lombardo con Cantù e Varese, scelto per preparare i playoff russi e soprattutto la Final Four di Eurolega. «Per noi questo in Italia è stato un viaggio molto utile: abbiamo affrontato due squadre che muovono palla velocemente, che difendono in modo aggressivo e hanno voluto fare bella figura contro il Cska. Sono contento perché i miei giocatori hanno avuto un approccio molto serio all’esperienza, dall’allenamento di Milano alle partite di Cantù e Varese. Prima della gara ho spiegato loro che si giocava in un posto in cui si sono vinte cinque Euroleghe e in cui hanno allenato e giocato grandissimi personaggi. Credo che la mia squadra abbia onorato l’impegno». Dopo alcune considerazioni sul momento del basket italiano, Messina (che fu anche commissario tecnico) non si sottrae a una domanda sui due azzurri della Cimberio, Polonara e De Nicolao, autori di una bella prova. «Li conosco e sapevo che avrebbero fatto una buona partita. Hanno qualità, carattere e voglia per diventare buoni giocatori. A livello di nazionale dobbiamo trovare ragazzi capaci di garantire 5 o 6 partite consecutive senza mai scendere sotto un certo standard di rendimento. Quando uno diventa affidabile, un allenatore sa di poter contare su di lui».
Messina in passato ha lavorato a stretto contatto con Stefano Bizzozi, che ricorda quell’esperienza nel settore giovanile azzurro e si dice contento della prova biancorossa. «Anzitutto è stato un grande onore giocare contro il Cska e ritrovare Ettore. Credo che tra le due squadre ci sia una differenza tangibile soprattutto a livello fisico, ma penso che non abbiamo sfigurato se leggiamo la gara parziale per parziale, tranne nei primi minuti. Poi abbiamo preso le contromisure, e spero che la prova sia servita sia a loro sia a noi in vista della partita con Siena di domenica. Ho cercato di gestire il minutaggio nel modo migliore possibile, senza affaticare troppo i singoli giocatori».
La vittoria di Venezia con Reggio Emilia ha tenuto aperto il discorso playoff anche per Varese. Bizzozi sorride sotto i baffi ma prosegue con il basso profilo. «Ovvio che oltre a pensare a noi dobbiamo anche guardare gli altri. Domenica ci aspetta un’altra partita difficile, con una squadra che ha roster ed esperienza da Eurolega e questo ci deve dare grande motivazione. Quasi non serve ricordarlo perché i giocatori conoscono il valore di certi incontri».
E sui complimenti ricevuti da più parti dopo le ultime vittorie, Bizzozi prosegue: «Se riguardano squadra, società e pubblico sono felice, se riguardano me invece mi imbarazzano un casino. Sarà contenta mia mamma, ma credo che queste belle parole debbano sempre andare ai giocatori, non a me».
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