Depenalizzazione droghe leggere, per il carcere di Busto pochi benefici

Il direttore della struttura di via per Cassano aveva anticipato la decisione della Corte di Cassazione ma calcola che tra gli 88 detenuti per droga, meno di una decina beneficeranno di sconti di pena: "Pesa la cocaina di Malpensa"

La sentenza delle sezioni riunite della Corte di Cassazione che hanno accolto il ricorso della Procura di Napoli, contro la decisione del tribunale che aveva negato ad un condannato recidivo per piccolo spaccio di ottenere il ricalcolo della pena in seguito alla dichiarazione di incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi, sembra essere diventato l’uovo di colombo per l’alleggerimento del sovraffollamento carcerario. Su base nazionale, infatti, si pensa che siano circa 4 mila i detenuti (qualcuno ipotizza anche 9 mila, ndr) che potrebbero beneficiare del ricalcolo della pena e, quindi, poter uscire prima dei termini stabiliti dalla sentenza. I condannati in via definitiva e recidivi per spaccio lieve di droga potranno chiedere, quindi, la rideterminazione, al ribasso, della pena attraverso un ricorso all’ufficio di esecuzione penale che valuterà i casi.

A BUSTO EFFETTI RIDOTTI – Tuttavia questa decisione inciderà poco sugli 88 detenuti per reati connessi alla droga della casa circondariale di Busto Arsizio. Il direttore Orazio Sorrentini (foto in alto),che per primo ipotizzò le conseguenze della decisione della Corte Costituzionale, ha calcolato che potrebbero essere meno di 10 coloro che nella struttura di via per Cassano potranno beneficiare della possibilità del ricalcolo: «Di questi 88 detenuti solo una piccola parte potrà chiedere il ricalcolo – e spiega il perchè – molti di loro infatti, sono sudamericani corrieri della droga che sono stati arrestati a Malpensa e nella valigia o nello stomaco non avevano hashish o marijuana ma cocaina o eroina. Altri, invece, sono stati arrestati per spaccio di sostanze miste (sia leggere che pesanti) e quindi potrenno al massimo ottenere una diminuzione della pena per quanto riguarda il piccolo spaccio».

BENEFICI A LUNGO TERMINE – Il dirigente del carcere di Busto Arsizio, però, è consapevole che questa decisione delle sezioni unite della Cassazione avrà un riverbero positivo sul futuro: «Questa sentenza, che fa ritornare in vigore le pene della legge Iervolino-Vassalli, avrà un effetto benefico a lungo termine perchè chi verrà trovato con modiche dosi di droghe leggere non passerà dal carcere». Va ricordato, infatti, che il carcere bustocco soffre da lungo tempo di un problema di sovraffollamento e che proprio in questi mesi ha affrontato importanti interventi che hanno migliorato la vita dei detenuti. Questi interventi sono stati presentati in occasione del 30esimo compleanno della casa circondariale.

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Pubblicato il 30 Maggio 2014
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