Il campo di atletica di Calcinate chiede aiuto su Facebook ed in Comune
Una campagna social ed un'interrogazione in Comune per cercare di salvare la struttura danneggiata dall'usura
Tutti, lo conoscono, ma forse non tutti sanno in che condizioni è. Parliamo del campo di atletica “Bellorini” di Calcinate degli Orrigoni, da sempre punto di riferimento per l’atletica varesina, ma non solo. La struttura, che è di gestione comunale, presenta gravi danni al tartan – materiale di cui è composto l’anello – e anche agli spogliatoi. Così sono nate due iniziative, una molto social e l’altra più "istituzionale". Da una parte gli atleti varesini hanno di recente aperto una pagina Facebook, intitolata "Salviamo il campo di atletica di Varese”, con foto che testimoniamo, in modo originale, la richiesta del gruppo di un vero e proprio recupero di quella che considerano la loro “casa”. Silvia Gandini (nella foto), una delle promotrici di questa campagna on-line, afferma: «Queste immagini rappresentano la volontà di vivere lo sport dell’atletica nonostante il degrado della nostra struttura. Il tartan è elemento tradizionale della pista di atletica; cosa meglio del suolo rovinato può essere simbolo della nostra campagna»?
GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA DEGLI ATLETI "SPALMATI" SUL TARTAN
Il consigliere comunale del Partito Democratico Giampiero Infortuna, ex atleta e fruitore della pista, dopo aver effettuato un sopralluogo e aver documentato lo stato di degrado, ha indirizzato un’interrogazione urgente a risposta scritta a Sindaco e assessori competenti. «Purtroppo negli anni – spiega il consigliere – la condizione della pista e delle strutture annesse, di proprietà del Comune, ha raggiunto livelli indecorosi, mai visti prima. I principali problemi dell’impianto, fanno riferimento all’evidente usura del manto della pista, sempre più verso una lenta e continua disgregazione, con vere e proprie crepe di diversi centimetri nel tartan che rischiano di compromettere la stagione agonistica e, ancor peggio, la sicurezza degli stessi atleti. La situazione non migliora se prendiamo in esame lo stato della pedana del salto in alto e del salto in lungo, oramai al limite, o delle gabbie di protezione per il lancio del martello. Il dramma si estende, infine, anche agli spogliatoi e alla palestra, abbandonati oramai al loro destino».

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