La Via Francigena per un pellegrinaggio con la bellezza negli occhi

Il cammino che parte da Canterbury per arrivare a Roma è un itinerario culturale del Consiglio d’Europa. La Toscana ha investito seriamente sul progetto per dare un ulteriore impulso anche al turismo

La via Francigena da San Gimignano a Siena (inserita in galleria)

Basta percorrere pochi chilometri tra San Gimignano e Monteriggioni per scoprire il fascino della Toscana con occhi diversi. Certamente negli anni del Medio Evo non c’era tanto tempo per il romanticismo che può accompagnarci oggi, ma la bellezza naturale del cammino era comunque assicurato.

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La Via Francigena è un itinerario culturale del Consiglio d’Europa e Jacques Le Goff affermava che “impegnarsi per la via Francigena significa impegnarsi per l’Europa delle culture”.

Con un gruppo di giornalisti e blogger abbiamo camminato lungo la campagna e i boschi della Val d’Elsa fino ad arrivare a Monteriggioni, e poi a Siena dove il comune ha lanciato il progetto #sienafrancigena, un treeking urbano che permetterà ai turisti di conoscere un itinerario storico, sociale e artistico della città. Strade narranti che ci permettono di scoprire e conoscere scorci nascosti e pezzi di vita autentica.


La
Via Francigena si snoda lungo un percorso di settantanove tappe che partono da Canterbury per arrivare fino a Roma. “La Francigena – come racconta Alberto Conte – fu una via di comunicazione determinante per l’unità culturale europea nel Medio Evo, su cui transitarono persone e merci, ma anche conoscenze ed esperienze, con la lentezza e la profondità proprie di chi si muove a piedi. Un ritmo, quello dei propri passi, che consente anche ai moderni pellegrini una migliore comprensione del territorio, della storia, delle genti; del passato e del presente. Il viaggio si trasforma in una graduale immersione nelle radici della nostra cultura, in cui lasciare che le impercettibili modifiche del paesaggio, le piccole e grandi opere d’arte, le poche persone che incontriamo lungo la Via, ci trasmettano il loro messaggio. Che possiamo assimilare passo dopo passo, con calma, per comprenderne l’essenza”.
Un pellegrinaggio moderno che insieme con la dimensione spirituale permette anche uno sviluppo turistico di qualità. Una scommessa che i territori stanno affrontando, a partire dalla Toscana che in questi ultimi anni ha lavorato molto per mettere in sicurezza tutti i propri sentieri e offrire così un percorso attrezzato e assistito. Il prossimo 21 giugno a Lucca verrà ufficialmente presentato tutto il progetto. 
La Via Francigena però non è solo la Toscana, “è anche un viaggio trasversale attraverso il territorio italiano,  – sempre dalle parole Alberto Conte –  un interessante allineamento di realtà geografiche, produttive, sociali completamente diverse. Il paesaggio muta senza soluzione di continuità: dai pascoli valdostani alla pianura industriale e agricola piemontese; dal Grande Fiume alle dolci colline emiliane; dall’asprezza della Toscana settentrionale alla dolcezza delle crete senesi, all’incanto dei laghi vulcanici del Lazio. E con il paesaggio mutano i mestieri, le persone, il tessuto sociale, la densità abitativa: si passa dallo spopolamento delle vallate alpine e appenniniche al sovraffollamento delle borgate romane, viaggiando attraverso la provincia italiana, nelle sue varie declinazioni.
Un percorso straordinariamente bello, inaspettatamente nuovo e originale anche per chi già conosce i luoghi attraversati. Cambia il punto di vista, cambia il ritmo. Molti di noi conoscono Siena, o San Gimignano, o almeno pensano di conoscerli: in realtà solo attraversandoli sulla direttrice della Francigena ci rendiamo conto di quanto la Strada abbia influenzato il tessuto urbano dei villaggi che spesso si sviluppano in lunghezza, e allineano sulla Via le principali chiese e i palazzi più belli. Forse conosciamo molti tra i capolavori del Romanico che popolano la Francigena, ma nel nostro viaggio li incontriamo uno dopo l’altro, comprendendo appieno l’importanza di questo itinerario, e l’influenza che ebbe sullo sviluppo religioso e artistico di un’epoca”.
La scelta dei comuni di Siena, San Gimignano, Monteriggioni, coordinati dalla Provincia, di anticipare la presentazione ufficiale del progetto

toscano, approfittando del lancio di #sienafrancigena e dell’uscita del nuovo numero della rivista Via Francigena, ha permesso a un gruppo di una ventina di giornalisti e blogger di conoscere direttamente le proposte delle amministrazioni. Il cammino consente di vivere varie esperienze in cui la dimensione spirituale e fisica si possono ben integrare con quella culturale e turistica. I prodotti eno-gastronomici della Toscana non hanno bisogno di presentazione, ma diventano un ulteriore elemento di promozione e gli operatori di questo settore e quelli dell’accoglienza stanno lavorando perché questo progetto diventi una vera opportunità per tutto il territorio. “La bisaccia del pellegrino”, un contenitore che possa raccogliere i tanti prodotti diventa così uno dei tanti elementi per valorizzare tutta la proposta.
L’esperienza fatta vivere al nutrito gruppo di “addetti ai lavori” ha dimostrato bene quante siano le possibilità per pellegrini e turisti di apprezzare ciò che la storia ci ha fin qui tramandato.
La Via Francigena è uno dei diversi sentieri su cui punta l’Europa. In Italia c’è ancora molto da fare perché in diverse zone i sentieri non sono ancora ben tracciati, ma soprattutto non si è ancora realizzato un vero progetto di accoglienza turistica. La Lombardia, insieme con la Regione Toscana, si sta muovendo per valorizzare il percorso che passa dalle provincie di Pavia e Lodi, come ha ribadito l’assessore regionale alla cultura Cristina Cappellini.

L’associazione delle Vie Francigene sta svolgendo un importante opera culturale affinché il progetto possa avere un ulteriore sviluppo. In questa ottica la comunicazione ha un ruolo fondamentale a partire dalla rivista semestrale Via Francigena che è arrivata al 38° numero.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 giugno 2014
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