“La terza pista sarebbe stata un salto nel buio”
Dario Balotta commenta con favore il ritiro annunciato del Master Plan e del progetto di ampliamento. Per ragioni ambientali ma anche tecnico-economiche
Per Dario Balotta la rinuncia alla terza pista e al progetto di ampliamento dello scalo aeroportuale a Sud dello scalo esistente «è atto dovuto nei confronti delle già pessime condizioni ambientali del territorio e di rispetto del Parco del Ticino». Balotta interviene come responsabile trasporti di Legambiente e mette l’attenzione prima di tutto sull’aspetto ambientale: «Sono salvi 330 ettari di bosco della brughiera». Ma non mancano anche altre considerazioni, più di carattere economico: «Finalmente Sea prende anche atto delle gravi condizioni tecniche/finanziarie in cui versa la concessionaria controllata dal comune di Milano. Con un aeroporto utilizzato al 40/50%, quindi con enormi capacità inespresse, sarebbe stata una ferita inspiegabile al territorio ed una spesa per investimento ingiustificata. Non solo ma non sapendo neppure che fine faranno Malpensa e Linate dopo l’accordo Alitalia Ethiad l’ampliamento dello scalo sarebbe stato un salto nel buio ingiustificabile. Adesso è meglio che Sea pensi al suo futuro fatto di maggiore efficienza organizzativa, più sviluppo tecnologico, di ottimizzazione delle strutture esistenti e di un rinnovato rapporto e più efficace rapporto con gli enti locali e le associazioni ambientaliste».
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