Approvate le aliquote Tasi, contraria la minoranza

Sindaco e assessore al Bilancio spiegano le ragioni della giunta. La lista Vivere Casciago Morosolo ha votato no e illustra le proprie motivazioni

Consiglio comunale a Casciago. L’assemblea ha approvato le aliquote per quanto riguardo la Tasi: «A fronte dei minori trasferimenti dello Stato anche la nostra amministrazione è obbligata ad applicare la nuova tassa che comunque a conti fatti non saràcerto sufficiente a coprire la differenza – spiegano il sindaco Andrea Zanotti e l’assessore al Bilancio Franco Aletti -. Relativamente alle aliquote siamo di fronte ad un calcolo fatto e rifatto più volte per calibrare in modo corretto l’aliquota senza incidere sulla tassazione delle fasce più deboli. Sull’abitazione principale è stata stabilita l’aliquota del 3,3 per mille con detrazione di 50 euro (incluse le categorie catastali A1- A8- A9) ed è stabilito nel 10% la misura in cui la Tasi è dovuta dai soggetti non titolari di diritti reali (i locatari). Ci siamo altresì preoccupati di contenere allo 0,8 per mille l’aliquota per i fabbricati “D” (attività produttive) considerando l’attuale difficile situazione che le stesse e i loro dipendenti stanno vivendo».

«Il bilancio del Comune di Casciago, e degli enti locali in generale, hanno subito negli ultimi anni notevoli trasformazioni, diventando sempre più indipendenti dai trasferimenti statali e regionali, per cui si rende necessario contare su finanze proprie introitate direttamente dal territorio, con conseguente aumento dell’imposizione locale – proseguono sindaco e assessore -. Tra l’altro i comuni svolgono alcune funzioni, anche se indipendenti dalla loro discrezionalità, nei campi importanti come quelli educativi, di assistenza ai minori, anziani e disabili. Alla continua introduzione di nuovi tributi ed alla modifica di quelli esistenti. Oltre agli ormai noti Imu, Tares (ora Tari), addizionale Irpef, quest’anno lo Stato ha eliminato il trasferimento ai comuni del rimborso delle entrate generate dalla eliminazione dell’Imu sulla prima casa e ha imposto un nuovo tributo chiamato Tasi, che in effetti sopperisce al mancato trasferimento di cui sopra e di fatto, sostituisce l’Imu che venne a suo tempo applicata all’abitazione principale. Il nuovo tributo trova la sua collocazione in un tassa a parziale copertura delle spese effettuate per l’erogazione dei servizi indivisibili ( la cui scelta e’ rimessa alla discrezionalità dell’ente), i cui costi non possono essere calcolati per i singoli individui o in base all’utilizzo (l’art. 1 della legge 147/2013 invita ad accordare la preferenza a servizi quali la manutenzione delle strade, del verde pubblico, l’illuminazione pubblica, polizia locale. Le tariffe Tasi sono una parte dell’impianto complessivo della politica fiscale che per la prima volta porterà anche una riduzione, se pur modesta, delle tasse per le persone che hanno i redditi più bassi, nel rispetto degli impegni assunti in campagna elettorale», chiosa Zanotti.

Con una nota, Massimo Garavaglia della lista “Vivere Casciago Morosolo” spiega perchè il gruppo di minoranza ha votato no: «Pur prendendo atto che trattasi di un tributo stabilito a livello governativo centrale, contesta le aliquote applicate dalla attuale amministrazione. Per quanto riguarda l’abitazione principale (prima casa) le disposizioni ministeriali prevedono un tributo base del 1 per mille, delegando alle singole mministrazioni la facoltà di elevare tale base sino al 2,5 per mille o sino al 3,3 per mille purchè in presenza di detrazioni oppure ridurre o azzerare il tributo. Le aliquote proposte e deliberate con il parere favorevole dei soli consiglieri appartenenti alla maggioranza sono decisamente maggiori. Siamo consapevoli che la situazione economica del nostro Comune richiede una gestione molto oculata delle risorse e che i trasferimenti dello Stato sono sempre più ridotti. Non ci aspettavamo quindi un azzeramento del tributo ma sicuramente una aliquota molto più contenuta. Invece l’ attuale amministrazione ha optato di applicare, per quanto riguarda le abitazioni principali, l’aliquota massima pur prevedendo una detrazione di euro 50. Dai calcoli effettuati , si evince che tale scelta è sicuramente vantaggiosa per i proprietari di abitazioni principali (escluse le categorie catastali A1/A8/A9) le cui rendite sono inferiori o di poco superiori ai Euro 350 (prima della rivalutazione del 5% prevista), penalizzando, di conseguenza, i proprietari di immobili adibiti ad abitazione principale con una rendita superiore a tale importo per i quali l’applicazione anche dell’aliquota massima del 2,5 per mille e senza detrazioni comporterebbe un esborso minore. In alcuni casi il cittadino pagherà di più di quanto abbia pagato, a suo tempo, come IMU (le cui detrazioni ricordiamo erano pari a Euro 200 + Euro 50 per ogni figlio convivente di età inferiore ai 26 anni). Per ovviare a quanto sopra abbiamo richiesto di rimodulare le detrazioni, non limitando le stesse ad un import a forfait per ogni abitazione di Euro 50, ma di modificare le stesse elevando tale limite. Inoltre, poichè gli importi delle detrazioni sono determinate da ogni singolo comune, abbiamo sottolineato che le stesse potevano essere rimodulate tenendo conto di redditi inferiori ad un determinato importo; famiglie monoreddito; numero figli conviventi; presenza di invalidi nel nucleo familiari. Essendo state respinte in toto le nostre proposte, il nostro gruppo consiliare ha espresso, in fase di votazione, il suo voto contrario. Tale posizione è stata assunta anche per quanto riguarda il regolamento relativo alla nuova tassa (Tasi) in quanto, a precisa domanda del nostro capogruppo circa l’esenzione dall’applicazione del tributo agli enti che gestiscono attività di supporto educativo assistenziale (asili, oratori, locali di proprietà di associazioni no profit, etc ), l’amministrazione non ha saputo dare una risposta precisa nè tantomeno ha inteso modificare il regolamento prevedendo esplicitamente tale esenzione».

Di "stangata" parlano Stefano Chiesa e Marco Molinari della lista Casciago Cambia: «L’applicazione di queste aliquote è stata giustificata con i tagli del governo al Comune ma va fatto notare che comuni-limitrofi e non- applicano aliquote minori e/o maggiori detrazioni o addirittura non applicano del tutto la TASI ( Gavirate e Comerio). Il fatto che vengano portate in approvazione solo le aliquote Tasi, rinviando quelle dell’Imu e nel complesso l’approvazione del bilancio di previsione (andava depositato entro tre giorni dalla seduta di lunedì), rende impossibile una valutazione globale del provvedimento. Iniqua anche l’applicazione di una quota del 10 per cento sugli inquilini sull’aliquota della seconda casa che costringerà a file e calcoli per pagamenti di importo minimo. Sulle seconde case e altri immobili l’applicazione  di TASI e IMU comporterà doppi calcoli e pagamenti quando invece poteva essere messa solo una delle due con una aliquota unica come hanno fatto quasi la metà dei comuni della nostra provincia. Abbiamo  espresso perplessitá anche sulle aliquote piú elevate sulle seconde case in "concessione gratuita" (2.5) rispetto alla aliquota standard per le seconde case affittate (2,2) ritenendo la scelta contraria a qualsiasi logica se non quella di massimizzare l’incasso previsto. L’introito TASI previsto sara’ di 451mila euro che dovra’ essere pagato dai cittadini di Casciago senza ricevere di fatto in cambio nessun servizio in più».

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Pubblicato il 12 Settembre 2014
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