Perché la Merkel si è arrabbiata con Draghi

La cancelliera tedesca telefona al numero uno della Bce. Il rigore dei tedeschi si scontra con l'esortazione di Draghi a investire di più per uscire dalla crisi

La smentita è arrivata fulminea. La notizia, diffusa dal prestigioso settimanale tedesco Der Spiegel, sui contenuti di una telefonata tra la cancelliera Angela Merkel e il presidente della Bce, Mario Draghi, in merito alle dichiarazioni di quest’ultimo fatte durante l’annuale incontro dei banchieri centrali tenutosi in questi giorni a Jackson Hole (Usa), "non sono accurate". Almeno non nella forma esposta dal giornale. È questo il succo di quanto affermato dal portavoce della Merkel, Steffen Seibert, che ha voluto precisare che l’ufficio della cancelliera non dia «informazioni su telefonate riservate. La notizia che la cancelliera avrebbe pressato il presidente della Bce Draghi, non corrisponde in alcun modo al vero». 

Dunque nessuna smentita sulla telefonata, che c’è stata e in cui, sempre secondo lo Spiegel, la cancelliera tedesca avrebbe chiesto al numero uno della banca centrale cosa intendesse dire con il discorso di Jackson Hole, in cui Draghi ha esortato i paesi europei a spendere di più e quindi ad allentare i vincoli del pareggio di bilancio. Un’esortazione esplicita ad allentare i vincoli sul disavanzo che certo non riguarda Francia, Italia o Spagna, ma in primis la Germania, la quale rischia di rimanere aggrappata al feticcio del pareggio di bilancio, ignorando lo spettro della deflazione che sta investendo tutto il continente.
Se però anche Mario Draghi ha confermato che le informazioni diffuse dal settimanale siano "poco accurate", una parziale conferma del nervosismo di Berlino nei confronti dell’Eurotower, arriva dalle dichiarazioni fatte negli ultimi giorni dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble, il quale ha non ha fatto segreto dell’irritazione per l’interpretazioni uscite sui giornali alle parole di Draghi. Qualcuno ha infatti letto nelle parole del presidente della Bce una sponda alla battaglia comune del premier italiano Renzi e del presidente francese Hollande, sull’allentamento dei vincoli di bilancio. 
In sintesi, è questo il messaggio che resta dopo la polemica, Draghi ha voluto far capire come le nuove mosse che arriveranno da Francoforte, come il nuovo programma di acquisto di bond pubblici e privati, l’ulteriore taglio dei tassi e una nuova operazione di quantitative easing, non basteranno a salvare l’Europa senza una comune strategia di rilancio.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 01 Settembre 2014
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