Il sindaco: “L’assessore Oliva non ha superato l’esame”
Dopo il ritiro delle deleghe all'assessore alle attività produttive, Nicola Poliseno difende la sua scelta. "Non ci sono intrighi politici"
L’assessore Oliva? «Non ha passato l’esame della maggioranza». Il sindaco Nicola Poliseno è molto diretto, nel giustificare il ritiro delle deleghe a Giambattista Oliva, assessore alle attività produttive "silurato" nei giorni scorsi. «In tempi come questi, in cui i cittadini hanno davanti l’esempio negativo dei politici nazionali, a livello locale bisogna essere sul pezzo tutti i giorni» ragiona il sindaco . Quindi? «La nostra maggioranza tiene regolarmente un confronto sull’operato degli assessori e anche del sindaco, mi ci metto anche io. E la maggioranza aveva sollevato molte criticità rispetto all’ex assessore Oliva, in particolare per quanto riguarda la presenza. Oggi amministrare significa anche rinunciare a qualcosa del proprio tempo, famiglia o lavoro». Se dunque tutti gli assessori e il sindaco sono regolarmente messi «sotto esame», la sintesi è netta: «Oliva l’esame non l’ha superato». Tra i motivi sollevati, la maggioranza ha fatto riferimento per esempio alla scarsa partecipazione alle conferenze amministrative tra giunta e dirigenti, indice di pochi progetti messi in cantiere o portati a termine (nella foto, il sindaco al centro con Oliva a destra).
La revoca delle deleghe a Oliva è arrivata in un momento in cui gli esponenti di Ncd sono ai ferri corti in molte giunte: a Varese la Lega e la "super Forza Italia" hanno ottenuto la revoca della delega al vicesindaco Baroni, ma anche in realtà più piccole (come a Somma Lombardo) gli esponenti di Ncd e Forza Italia sono ai ferri corti e a volte ipotizzano anche corse elettorali gli uni contro gli altri. Oliva deve molto all’appoggio di Peppino Falvo (influente capocorrente dentro all’ex PdL) e, una volta silurato, ha parlato anche delle sue simptie per Ncd. Ma davvero non ci sono motivazioni più politiche, nel ritiro delle deleghe? Poliseno difende la sua linea: «Non ci sono assolutamente problematiche interne o di gruppi: capisco che la revoca sia arrivata in un momento in cui in altre città ci sono fratture politiche, ma qui non funziona così. La città non capirebbe neppure discorsi politici». La conferma verrebbe anche dal fatto che anche la componente vicina a CL ha fatto subito quadrato intorno al sindaco: nessun problema Ncd, dunque? «Assolutamente no, a Cassano non si discute di Ncd: il mio vicesindaco fa parte di Ncd ma mai si è messa in discussione la sua posizione. Qui non si parla di partiti, ma di squadra».
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