Lago malato: Gavirate farà la sua parte
In consiglio comunale, la giunta Alberio ha risposto all'interrogazione dell'opposizione sulle iniziative da adottare per salvaguardare il bacino
Il Comune di Gavirate si impegna a salvaguardare il lago, ma occorre maggior collaborazione da parte di tutti.
Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, è stata trattata la questione dell’inquinamento lacustre. Grazie a un’interrogazione presentata da parte dell’opposizione, è stato fatto il punto.
Dopo un’ introduzione sulle tecniche adottate per evitare l’eutrofizzazione delle acque, il sindaco Silvana Alberio ha spiegato la strategia individuata: « L’attuale Giunta Comunale intende proseguire l’opera di sdoppiamento fognario, compatibilmente con le risorse economiche disponibili, tenendo ben presente tutte le difficoltà legate alla situazione attuale. Ma occorre essere consci del fatto che anche qualora il Comune di Gavirate riuscisse a sdoppiare tutta la rete fognaria, sarà fondamentale che lo facciano anche tutti gli altri Comuni che immettono le loro acque fognarie nei collettori. In caso contrario, le valvole di sicurezza dei collettori, comunque entreranno in funzione, e si avranno ancora quegli sversamenti nel lago dovuti al “troppo pieno”».
L’allarme sollevato lo scorso mese di settembre quando il lago assunse colorazioni scure e un odore nauseabondo, ha portato i comuni rivieraschi a confrontarsi per individuare una strategia unitaria: « In particolare il comune di Varese ci ha confermato che si è già attivato per richiedere quanto prima un incontro al presidente delle Provincia, e che dall’incontro avvenuto a Varese il 22 Ottobre sono emerse le principali criticità alla quali occorre dare delle risposte:
– Il collettore che non regge il carico e quindi riversa nel lago, ovviamente dovranno essere i tecnici a dire cosa occorre fare per provare a risolvere il problema;
– Interventi di asportazione di vegetazioni lacustre e algali sulle rive del lago».
Un’operazione, quella di sfoltimento, che deve rispondere a regole di rispetto dell’habitat per le specie animali viventi ma che diventa importante per evitare che gli arbusti e i rovi rimangano insieme agli inevitabili rifiuti: « Questa valutazione di interventi andrà fatta ovviamente in sinergia con tutti i comuni che gravita sul bacino imbrifero, tenendo presente i vincoli, in quanto si tratta di una “Zona di Protezione Speciale” (ZPS) e un “Sito di Importanza Comunitaria” (SIC), dove la Provincia è l’Ente incaricato della gestione».
Per avviare un sistema di controllo e monitoraggio continuo delle acque immesse nel lago occorrono risorse che, al momento, sono difficili da recuperare: l’importanza di avviare politiche di salvaguardia dello specchio d’acqua è largamente condivisa: « Come amministrazione abbiamo intenzione di valutare questi interventi legati al controllo, al monitoraggio e alla prevenzione che consisteranno nel:
– continuare nell’opera di individuazione della presenza scarichi non censiti e quindi chiudere tutte le immissioni di acque fognarie verso il lago;
– valutare la possibilità di quantificare le biomasse asportabili interne al lago (canneti, ecc.);
– quantificare le biomasse presenti in prossimità delle rive ed asportabili (ad. es. rovi e sterpi presenti lungo la ciclabile).
Ci faremo promotori nei confronti degli altri Comuni di proporre di:
– Pianificare gli interventi meno costosi relativi alle biomasse
– Pianificare interventi più tecnologici come ad esempio di riproporre il prelievo ipolimnico.
Infine, come Comune abbiamo intenzione di organizzare una conferenza dove coinvolgeremo anche gli altri Comuni del bacino imbrifero, invitando degli esperti e gli organi competenti che si occupano della salvaguardia e tutela del lago.
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