Pronto soccorso, arriva la medicina di Maroni

Dall’apertura della terapia subintensiva alla “app” che in tempo reale mostrerà il numero di pazienti e i tempi di attesa degli 8 ps del Varesotto: il Governatore e il suo vice in città per risolvere i problemi del Ps

maroni pronto soccorso conferenza

Dieci posti letto in più, che arriveranno dall’apertura della terapia subintensiva entro tre mesi; il potenziamento delle risorse separando i pazienti meno gravi dal resto degli arrivi; la verifica delle altre strutture sul territorio meno congestionate. In più: un bando per la ristrutturazione di un immobile nel sedime ospedaliero che alla fine porterà ad ulteriori 40 posti letto, e non ultimo, la verifica di come lavora il pronto soccorso con una squadra di esperti di Areu, l’agenzia regionale emergenza urgenza che gestisce i 118.
Questa è la ricetta che la Regione Lombardia mette in campo per migliorare la situazione del Ps di Varese, e lo fa con “la medicina” di Roberto Maroni (al centro nella foto, a destra c’è il sindaco di Varese Attilio Fontana) in persona e del suo vice e assessore alla sanità Mario Mantovani (a sinistra) in missione a Varese per risolvere il problema, al centro di molte polemiche da parte anche dei lettori di Varesenews, e culminate con due servizi di fuoco sulla “barellaia” del Ps (nella foto sotto) a firma del tg satirico Striscia la notizia.

barellaia foto lunga

IL PROBLEMA – L’ospedale di Varese attira persone che arrivano anche e soprattutto da lontano: il 40% dal capoluogo e il rimanente 60% da fuori città. Si mettono in macchina pur di farsi curare al Macchi dove i pazienti ricevono cure adeguate, addirittura con prestazioni sopra la media regionale, ma con momenti in cui la “portata” del reparto si sovraccarica, col risultato di trovare malati in barella, e per giorni, prima di avere un posto in un reparto. E’ un paradosso per una struttura nuova – il monoblocco è stato inaugurato nel 2007 – nel quale gli utenti hanno evidentemente riposto grandi speranze.
Fra i dati emersi dalla ricognizione sulle prestazioni, i ricoveri rispetto agli accessi sono sopra la media (su 60 mila ingressi in Ps l’anno, il Macchi di Varese ricovera il 17 %, mentre Niguarda il 15%, San Gerardo il 14%), le prestazioni per paziente sono del 50% più alte rispetto alla media regionale.
Secondo Mantovani «dai primi mesi del 2014 il presidio Macchi ha aumentato i posti letto attivi che, da gennaio 2015 sono 35 in più rispetto allo scorso anno e si sono ridotti del 35%, salvo che nel gennaio 2015 il numero di pazienti che attendono in ps oltre le 24 ore e si è ridotta del 20% la degenza media in Ps». Ma non basta: quando sono rpesenti i picchi di accessi, vedi influenza e malanni di stagione, la situazione può degenerale.

callisto bravi

GLI INTERVENTI STRUTTURALI – Prima di tutto la tempistica. E’ lo stesso Maroni a specificarlo: «Si va da interventi da 30 a 120 giorni, con un bilancio di quanto effettuato che avverrà nel mese di luglio, quando potremo capire quali sono i frutti delle decisioni prese».
Fra gli interventi a breve termine vi sarà l’attivazione da luglio 2015 della terapia subintensiva, pronta dal 2007 ma mai attivata che porterà 10 posti letto in più; inoltre è previsto da subito il potenziamento delle risorse per gli ambulatori dei codici minori del Ps ed eventuale separazione degli ambulatori rispetto al Ps.
Gli interventi a medio termine puntano in primis a ridistribuire i carichi di lavoro del ps del Macchi verso strutture meno sovraccariche, cioè fra gli 8 pronto soccorso della provincia. Il piatto forte sta nell’attivazione di almeno 40 letti di ”subacuti”/bassa intensità all’interno dell’ospedale di Circolo: entro 30 giorni la direzione emanerà un bando per la sperimentazione gestionale. Su questo punto il direttore generale dell’ospedale Callisto Bravi (foto sopraa margine della conferenza stampa ha chiarito che sono al vaglio diverse opzioni fra il patrimonio immobiliare dell’Azienda Ospedaliera. E’ previsto lo spostamento progressivo dei casi pediatrici al Del Ponte che entro l’anno vedrà attivata la chirurgia pediatrica.
Inoltre potranno essere individuati nuovi spazi di degenza al monoblocco trasferendo alcuni studi medici.

GLI INTERVENTI DI RIORGANIZZAZIONECome lavorano al Pronto Soccorso di Varese? A questa domanda dovrà rispondere il gruppo di lavoro formato dagli esperti di Areu, per eseguire un “audit” (tecnicamente: una verifica delle procedure). Il team formulerà entro 30 giorni un documento di revisione organizzativa.
Questo il primo degli interventi di riorganizzazione.
L’altra proposta è la realizzazione di una “app” da consultare sul telefonino, per dare in tempo reale agli utenti in numero di pazienti in attesa nei diversi pronti soccorsi della provincia: una risorsa, questa, che deve fare i conti con molti utenti che non hanno lo smartphone ma che se ben diffusa fra gli utenti più attenti potrà far prendere la decisione giusta: non solo a Varese si viene curati.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 febbraio 2015
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