La sfida di Aime: creare una rete di associazioni

Ad un anno dalla fondazione il bilancio della premiata ditta Lucchina-Terzi

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Al primo giro di boa, Aime (Associazione imprenditori europei) traccia un primo bilancio positivo. Un anno fa alle Ville Ponti venne fatta una promessa solenne all’atto di fondazione dal segretario generale Gianni Lucchina e dal presidente Giuliano Terzi: «Se non raggiungiamo gli obbiettivi andiamo a casa».

Oggi la premiata ditta Lucchina-Terzi è ancora in piedi e sempre dalle Ville Ponti ha lanciato una nuova sfida: creare una rete di associazioni di rappresentanza. «Aver associato 1700 imprese è un risultato eccezionale- sottolinea il presidente -. Ora ci aspettano le elezioni amministrative, noi non saremo un’associazione pro o contro qualcuno, ma daremo indicazioni ai partiti e ai comuni sui bisogni delle nostre imprese e lo stesso faremo con Camera di Commercio».

I cambiamenti, secondo il vicepresidente Giancarlo Pignone, moderatore dell’incontro, sono possibili se il territorio li asseconda. Passaggio che Lucchina ha colto al volo, rimarcando che, se cambiamento ci deve essere, deve partire proprio dal modo di fare rappresentanza. «Tutte le associazioni dicono di fare rete e poi non lo fanno – ha detto il segretario di Aime -. Per noi la rete è un modello organizzativo fondamentale, facilita le cose perché permette di prendere un valore esistente sul territorio e di esaltarne le potenzialità, come abbiamo fatto per in nostri servizi. Quindi la prossima sfida è costruire una rete tra tutte le associazioni e iniziare a chiedersi perché il 70 per cento delle imprese non si iscrive a un’associazione di rappresentanza».

A sparigliare le carte ci hanno pensato gli imprenditori, primo fra tutti Dario Fantinato, patron dell’omonimo gruppo legato al colosso europeo dei supermercati in franchising Carrefour Market, che è entrato nel merito e quindi nella natura del cambiamento, forse ancora troppo legato a una tradizione imprenditoriale individualista . «In Aime abbiamo condiviso un percorso partendo da uno scambio vero di informazioni tra imprenditori – ha detto Fantinato – . Bisogna essere un po’ più umili e sostenere quelli che fanno fatica condividendo le ragioni delle singole scelte. So che vi sembrerà strano detto da un imprenditore ma bisogna essere disponibili verso il prossimo e aiutare i colleghi ad uscire dalle secche della crisi».

Il passaggio di testimone al tavolo dei relatori tra Fantinato e Marco Colombo, titolare di un’impresa leader sul territorio nel settore alimentare, coincide con un’altra sfida di Aime. «Bisogna accompagnare le imprese sui mercati esteri – ha detto Colombo – ed è per questo che abbiamo costituito una società per l’internazionalizzazione. Aime non è alternativa alle altre associazioni ma crede nella collaborazione. Per far crescere il glocal che è in noi dobbiamo credere in questo territorio che ha molto da offrire in termini economici ma anche dal punto di vista naturalistico e artistico. Noi stiamo lavorando per questo».

Al presidente della Provincia, Gunnar Vincenzi, è piaciuto il metodo scelto da Aime. «Fare un’analisi di ciò che è stato fatto e quindi un esame di coscienza – ha dichiarato Vincenzi – è una buona cosa. È importante in questo cammino il rapporto delle imprese con il territorio e le amministrazioni».
Più critico l’assessore comunale Ghiringhelli sul sistema di rappresentanza, sindacati compresi, che «dovrebbe puntare a un unico centro erogatore di servizi».

Sottolineata più volte dai relatori l’importanza di collaborare con la Camera di Commercio rappresentata nell’occasione da Graziella Roncati Pomi, nella triplice veste di imprenditrice, dirigente Aime e membro della Giunta camerale,  che nel suo intervento ha evidenziato la necessità delle imprese di avere un supporto esterno per competere in un mercato globalizzato.

Tutto questo però è possibile se il livello politico più alto è coinvolto direttamente nella sfida. «L’internazionalizzazione passa dalla capacità di essere pronti rispetto alla sfida del digitale – ha concluso l’onorevole Angelo Senaldi– e dalla capacità delle imprese di saperla cogliere».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 19 Settembre 2015
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