Italiano rapito nelle Filippine: è di Angera

Prelevato da un commando all'interno del suo locale. Era stato sacerdote missionario ma aveva continuato ad occuparsi di solidarietà

Angera

Un ristoratore italiano, Rolando Del Torchio, di 56 anni, ex sacerdote missionario, è stato rapito da sette uomini armati nel suo caffè pizzeria a Dipolog City, nel sud delle Filippine. In quella zona operano gruppi separatisti musulmani.

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Rolando Del Torchio, ex missionario rapito nelle Filippine 4 di 7

Rolando Del Torchio è di Angera. E’ stato sacerdote per diversi anni e arrivò nel 1988 nelle Filippine con il Pime, Pontificio istituto missioni estere. Nel 1996 ha lasciato la chiesa.  Secondo fonti locali sarebbe stato portato via da un commando che lo avrebbe fatto salire su un gommone, per poi allontanarsi via mare

«Aveva già subito un attentato diversi anni fa, quando era ancora un sacerdote missionario – racconta il cugino, Andrea Del Torchio, che gestisce ad Angera una gastronomia di famiglia – vi fu un attacco al vescovo locale e i missionari dovettero nascondersi sotto i letti, ma in quella occasione un suo confratello morì. Fu molto toccato dalla tragedia ma voleva rimanere in quella regione perchè ama molto la gente. Ora ha un bar pizzeria. Un mio nipote è andato a trovarlo lo scorso anno».

Un sito filippino, Rappler.com, lo intervistò nel 2013. Del Torchio disse di essere uscito dalla chiesa per l’atteggiamento dei vescovi che si credono principi e perchè colpito da alcuni episodi di pedofilia. Aveva comunque scelto di rimanere sull’isola di Mindanao, nel sud del paese. Lavorava con una associazione chiamata Hope. A quanto risulta però ai concittadini dell’ex missionario, aveva forse più semplicemente scelto un’altra prospettiva di vita. Da tempo infatti aveva formato una famiglia.

Lo ricorda con affetto don Hervè, parroco a Domo di Porto Valtravaglia, dal 1982 al 1991 vicario parrocchiale ad Angera: «È tanto tempo che non ci vediamo e ci siamo un po’ persi di vista, ma di lui ho un’immagine chiara di una parsona solare, simpatica, sempre disponibile – spiega il religioso, a sua volta missionario in Africa (Camerun e Niger) -. Un uomo cordiale, lo ricordo che si preparava a diventare prete con entusiasmo e gioia. Questa notizia mi ha sorpreso e allarmato, spero di avere presto notizie positive di questa vicenda».

Ad Angera è una persona molto conosciuta e tornava periodicamente per organizzare raccolte di aiuti e serate di sensibilizzazione sulla situazione dell’isola di Mindanao.

Angera

Del Torchio è diventato sacerdote nel 1984. Ha lavorato inizialmente a Napoli. Nel 1988, Del Torchio è stato assegnato alla città di Sibuco nelle Filippine a maggioranza musulmana, fino al 1996. Si è trasferito poi a Dipolog e ha lavorato con un’organizzazione non governativa per aiutare gli agricoltori.

Roberto Rotondo
roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 07 Ottobre 2015
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