Abbiamo usato il bike sharing, è stata dura ma alla fine…

Due mesi sui pedali. Vi raccontiamo la nostra esperienza e come il comune ha risolto alcuni problemi

gimme bike

Ci abbiamo provato. E’ stata dura, ma abbiamo imparato. Pedalando per Varese sentite cosa ci è accaduto usando la bicicletta comunale. Intanto, diciamolo subito. Il bike sharing del comune di Varese stava rischiando di affondare. Non tanto per il prezzo, che è ottimo, ma per i continui problemi tecnici alle centraline delle biciclette, che stavano rendendo ostico avvalersi del servizio. Noi di Varesenews lo abbiamo usato per due mesi, e abbiamo qualcosa da dire. Innanzitutto che molte persone lo avevano abbandonato. Ma anche che in comune sono in pochi a sapere come funzioni davvero. E che se hai un problema, non sai bene a chi rivolgerti. Manca inoltre un vademecum completo. Le indicazioni nel sito internet non sono aggiornate. (le postazioni) (il sito)

IL CALVARIO DELL’INESPERTO

I primi giorni, due mesi fa, sono stati un calvario. Mettevamo le tessera sulla colonnina, non sentivamo il suono dello sblocco. Ci riprovavamo, a volte funzionava, a volte no. Eravamo inesperti ma le istruzioni dicevano che, una volta avviato il segnale veloce, si poteva estrarre la bici. E invece, apriti cielo, non era sempre così. Spesso bisognava aspettare un clak, che però non era segnalato nelle istruzioni ufficiali. A volte il clak era necessario, altre volte no. Per quattro giorni, nella prima settimana, questa nostra mancanza di certezze sul meccanismo ci ha giocato un brutto scherzo. La tessera è stata bloccata. Il sistema ha interpretato la nostra insistenza come un tentativo di infrazione. E ci ha infilato in una orribile black list. Per ottenere lo sblocco ci siamo rivolti all’ufficio Iat (a cui si chiedono le info sul servizio). Ma anche loro hanno dovuto allargare le braccia. Intanto il disagio continuava. Le centraline spesso non facevano nemmeno partire il suono di sblocco. Questo silenzio ci è capitato alla stazione Nord e nei due stalli di Casbeno. Eravamo al limite dell’abbandono.

LE CENTRALINE AGGIUSTATE

Ma la nostra insistenza ha sollevato l’interesse dell’assessorato. Lassù in comune, qualcuno ha teso l’orecchio. L’assessore Riccardo Santinon ci ha comunicato, pochi giorni fa, di aver siglato un contratto di manutenzione con la Bicincitta srl di Torino, l’azienda che ha installato le bici dal 2009. Ma che per mancanza di apposito contratto non faceva manutenzione quotidiana sul sistema.

Il comune ha riflettuto anche su alcuni punti e l’assessore ci ha spiegato che sarà migliorata la app per gli smartphone  che indica quante bici vi siano in ciascuna posizione (in realtà funziona già abbastanza bene) –  inoltre sarà anche approntato un vademecum più particolareggiato per aiutare il singolo utente. Gli iscritti sono circa 500 e le postazioni sono 13. Ma gli effettivi utilizzatori, secondo noi, non saranno più di 50 persone al giorno (potremmo sbagliarci, è una stima fatta a naso). Se così fosse, c’è molto da lavorare, ma il primo passo è certamente quello di rendere efficiente il servizio. 

L’EFFICIENZA DA MANTENERE PER EVITARE IL FLOP

Già, perché la morale della favola è che un servizio è tale solo se funziona realmente. E che deve essere talmente facile da poter essere utilizzato dal cittadino medio. Il bike sharing è come il bus: se parcheggi la macchina e programmi un tragitto, devi poter prendere la bici. E’ come se aspettassi la corsa dell’autobus. Se il bus non passa, il giorno dopo non ci torni più. Secondo la nostra esperienza, le cose stavano peggiorando. Ci abbiamo messo le pedalate e un po’ di insistenza verso l’assessore, affinché si affezionasse al problema. Lui ha mostrato buon senso. Ora ci ha fatto una specifica promessa e nei prossimi giorni ne vedremo l’effetto. Intanto diamogli atto che le centraline, da tre settimane, funzionano bene. E che davvero oggi è possibile avvicinare la tessera al sensore della colonnina e avere lo sblocco della bicicletta. E’ un buon inizio.

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 09 novembre 2015
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Commenti

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  1. Scritto da armando_tenconi

    Ottimo, un servizio installato e reso disponibile prima di testarne il corretto funzionamento e senza manutenzione periodica da contratto, soldi ottimamente spesi, come sempre.
    Ma del “bikesharing” lago di Varese cosa ci dite invece??

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