“Spazio bianco”, la terra promessa dello sci alpinismo

Il libro (Nomos Edizioni) ripercorre l'impresa del 1897 di Wilhem Paulcke sui ghiacciai dell'Oberland bernese

Montagna

Spazio bianco” , libro pubblicato da Nomos Edizioni e dedicato all’impresa di Wilhem Paulcke, potrebbe diventare una sorta di pietra miliare per gli amanti dello sci alpinismo.

Nel 1897 Paulcke con alcuni amici attraversò con gli sci i ghiacciai di alta quota dell’Oberland bernese in Svizzera. Quell’impresa è stata ripetuta nel 2015 dagli istruttori della scuola Cai di sci-alpinismo “Guido della Torre” in occasione del 40mo anno dalla  fondazione.La traversata è stata condotta in totale autonomia, con la sola forza dei muscoli, con l’intento di «imparare facendo».

Il libro ripropone il diario dal 18 al 23 gennaio del 1897 (traduzione di Clara Mazzi). Il punto di partenza fu Guttannen, nella valle dell’Hasli, con due slittini carichi di zaini, sci, corde e racchette da neve. I preparativi si svolsero sotto gli sguardi increduli e dubbiosi degli abitanti del villaggio, scettici dell’efficacia e sul valore di quello che secondo loro erano solo «assi di legno».

Il racconto si snoda lungo uno scenario alpino tra i più spettacolari al mondo: la spigolosità del gruppo dello Schreckhorn in contrasto con l’algida serenità del ghiacciaio dell’Oberaar, così imponente da suscitare «sorpresa e ammirazione» nella pattuglia guidata da Paulcke, e con i colori del tramonto che si riflettono su un mare di cime. Scrive Paulcke: «Fuori intanto schiariva sempre più, le nebbie venivano risucchiate dal fondo valle e presto la luce accecante riprese a regnare. La vista era così meravigliosa  che non sono in grado di riprodurvela. Vi posso riferire solo una scena. Se si sta sulla porta del rifugio (Oberaar) si scorgono i monti della catena di Zermatt: il Weisshorm, Il Matterhorn e a sinistra il Mischabelhorner; è come se si guardasse la terra promessa del montanaro».

“Spazio Bianco” è un libro dove passato e presente si intrecciano sul cammino tracciato dagli uomini alla ricerca di una dimensione spirituale. La traversata invernale dell’Oberland fatta da Paulcke viene riproposta ai giorni nostri, dal Grimselpass all’ultima discesa  lungo il Langglettscher, grazie alle belle foto di Claudio Camisasca. Così come gli suggestivi scatti di Davide Pravettoni ripropongono lo stesso raid in primavera.

Il libro si chiude con due capitoli “pratici”: “In alta montagna con gli sci”, dove Wilhelm Paulcke propone una sorta di “manifesto” per l’escursione invernale in montagna, e “Preparare il raid”, ovvero come scegliere i materiali per mettersi in cammino con la coscienza a posto.

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Pubblicato il 22 dicembre 2015
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