Gestione rifiuti, scontro in consiglio ma l’accordo Amsc-Ala passa

Approvata la cessione di ramo d'azienda, contrario il centrodestra. Le ragioni dei sì e dei no

consiglio comunale gallarate 2015

Via libera dal consiglio comunale al “matrimonio” tra Amsc di Gallarate e Aemme Linea Ambiente di Legnano e Magenta, per il servizio di igiene urbana, raccolta e trattamento dei rifiuti. Una operazione aperta da mesi e approdata a conclusione dopo le discussioni in commissione.

(foto d’archivio)

Gallarate acquisirà il 10% di Aemme Linea Ambiente, mediante la cessione del proprio ramo d’azienda (ultima valutazione: 171mila euro, 5,2%, sulla base del patrimonio) e con un contributo economico versato nella società (157mila euro): in prospettiva si passera da una società partecipata dai Comuni, in base ai valori demografici (Gallarate vale circa un quinto della “nuova” Ala, l’equilibrio cambierà quando entrerà Busto Arsizio). Il sindaco Guenzani ha anche rivendicato il lavoro di scelte strategiche: «Nel caso delle aziende socio-sanitarie, la Regione aveva previsto l’accorpamento di Gallarate con Varese: noi ci opponemmo, perché Gallarate gravita più su Busto, il Comune ha invece dato un segnale e Gallarate parteciperà alla Asst Valle Olona con Busto» (un passaggio, quello sul ruolo dell’amministrazione, su cui dall’opposizione si è ironizzato). Più in generale e al di fuori del singolo settore, Guenzani ha detto che la Regione «tende a riconoscere dove esistono speriemntazioni».

Il centrodestra ha criticato la maggioranza per aver voluto portare a compimento l’operazione in tempi rapidi: «Ci apprestiamo a definire un atto d’indirizzo, ultimo atto di “fine vita” della nostra azienda multiservizi: poteva essere affrontato con maggiore tranquillità» ha ricordato Donato Lozito. «Ma questa maggioranza ha affrettato questo atto per evidenti ragioni politiche, ma anche in maggioranza sono emerse perplessità», ha concluso, citando anche le «perplessità di Terreni». Lo stesso consigliere comunale del Pd Dario Terreni poi ha meglio spiegato le ragioni a favore dell’operazione ma anche citato le sue preoccupazioni su un aspetto in particolare: Gallarate è a una quota di differenziata del 65%, mentre i Comuni serviti da Ala sono a quota 60-61%.

Giuseppe De Bernardi Martignoni (Fratelli d’Italia) ha evocato il timore della metropoli: «Ci state portando nella città metropolitana, da Legnano è poco ritrovarsi nella megalopoli di Milano». Martignoni non è invece convinto dei risparmi con economie di scala: «Se i mezzi e il personale sono uguali, non poteva risparmiare Amsc?»

«Amsc sarà una azienda senza capo nè coda» ha attaccato Germano Dall’Igna per Forza Italia, citando la “frenata” di Busto Arsizio (che prenderà tempo probabilmente fino a giugno) e parlando di ultima tappa dello «smembramento» di Amsc.  Forza Italia teme inoltre che una parte dei lavoratori debba spostarsi a lavorare su Legnano (nonostante qualche assicurazione . Al di là della valutazione politica, Dall’Igna ha anche annunciato che Forza Italia si è mossa per chiedere la «certificazione» degli impianti e aree, delle due “discariche” (piattaforme ecologiche) di Aleardi e via per Besnate.

Drastico il giudizio della Lega, affidato a Paolo Bonicalzi, che ha puntato sulla questione della entità di partecipazione: «Ultima di una lunga serie di cessioni, è una porcata: come si può portare in dote 1/5 dei clienti e ottenere in cambio una quota di partecipazione pari al 5%?». Bonicalzi ha anche polemizzato con l’assessore al bilancio, ricordando polemicamente le parole con cui Lovazzano ha messo in guardia sugli oneri legati alla partecipazione in una società, citando l’esempio di Prealpi Servizi, la società pubblica che si ritrova proprietaria dell’enorme area dismessa della cartiera di Cairate («una bazzecola» ha detto sarcastico).  Bonicalzi ha infine attaccato sul legame tra Legnano e Gallarate dal punto di vista politico, per le attuali giunte di centrosinistra.

La maggioranza – sono intervenuti Piergiorgio Praderio di Città è Vita, Alessio Mazza di Sel, Ivano Ventimiglia del Pd – invece ha rivendicato i punti a sostegno dell’operazione già illustrati da Lovazzano: riduzione prevista dei costi di mezzo milione mediante economie di scala, garanzie occupazionali recepite anche dal sindacato, contratto con possibilità di recesso, contratto di servizio dettagliato, garanzie di controllo in Cda e Comitato di controllo analogo, indicazione di un’ipotesi di ambito territoriale (sull’esempio della scelta “storica” fatta con Accam) che anticipi le decisioni della Regione. Più in generale l’operazione è considerata parte di un processo di «risanamento» di Amsc, mediante aggregazioni e partecipazioni in altre società, per settore (quello che invece il centrodestra considera «smembramento»).

Donato Lozito (Ncd) ha espresso in modo approfondito i suoi dubbi e ha votato contro. «Meglio sarebbe stato procedere sulla strada tracciata, spingere il Comune di Busto a una decisione positiva».

L’operazione Amsc- Aemme Linea Ambiente è passata per 14 voti favorevoli (centorsinistra), con 6 voti contrari (centrodestra); Gianni Sparacia si è astenuto perché subentrato solo da pochi giorni (è entrato in consiglio proprio lunedì sera).

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 26 Gennaio 2016
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