Con le Piccole donne un 8 marzo mai visto

Dal 5 al 20 marzo 2016, al Museo dell'Illustrazione di Saronno. Opere come cantastorie: le tele di Viviana Graziani regalano emozioni e sapori d'infanzia

varie

Le ragioni della mente e del cuore si tengono per mano camminando nella stessa direzione. Ma chi siano le “Piccole donne” di Viviana Graziani non si sa e non è importante che si sappia perché l’artista vuole lasciar parlare le sue opere senza costringerle dentro un’interpretazione.

In quelle bambine c’è la storia e un gran pezzo di vita della pittrice nata a Forlì, dal 1969 residente a Saronno dove abita e lavora. C’è lo stupore, l’irrequietezza, la tranquillità, la gioia e la bellezza dell’essere bambina, piccola donna capace di parlare di sé attraverso i pensieri e le emozioni che la pittura di Viviana Graziani può trasmettere a chiunque. «Non darò mai una chiara interpretazione delle mie bambine perché la cosa giusta è che ciascuno capisca quello che vuole capire e “prenda” quello che crede, che più desidera», spiega l’artista.

Se in quei visi manca qualcosa, non importa. Non c’è una chiave interpretativa da scovare nell’assenza di occhi, di una bocca o addirittura di tutti i lineamenti del volto. Quelle Piccole donne parlano comunque, anzi di più, sono perfette nella loro pseudo imperfezione, ancora più vive e vere. Sono i diversi volti dell’animo della donna.

Nessun retropensiero per le coroncine che portano sul capo, simbolo semplicemente dell’infanzia, di quel sentirsi principessa come ogni bimba, almeno una volta, si è sentita chiamare. Le opere vanno dritte al cuore di chi le guarda e lentamente svelano il loro segreto. E scatenano emozioni.

“Chi guarda un’opera dovrebbe chiedersi non cosa non ha fatto l’autore ma cosa ha fatto, cosa ha espresso, che cosa ha tentato di comunicare”, sosteneva Kandinsky. L’arte non deve per forza far capire. Diceva provocatoriamente Picasso: “Tutti vogliono capire l’arte. Perché non capire il canto di un uccello?”

Massimiliano Gioni, critico d’arte contemporanea, sostiene che «… in fondo le mostre sono una forma di narrazione e le opere sono cantastorie. Basta ascoltare e guardare…» E’ il consiglio che si può dare a chi visiterà la mostra di Viviana Graziani, venticinque tele esposte (acrilico, olio e tecnica mista su tela) le cui figure ci parlano dell’altra metà del cielo, di un universo a volte irraggiungibile, a volte semplicemente accanto se solo lo si volesse vedere. La mostra abbraccia la data dell’8 marzo ed è il più bel regalo che una donna possa desiderare, tributo per ritrovarsi e parlare al mondo.

Al Museo dell’Illustrazione di Saronno, via Caduti della Liberazione 25
Dal 5 al 20 marzo 2016, sabato e domenica 10.30 – 12.30 // 15.30 – 19
ingresso libero
Inaugurazione sabato 5 marzo, ore 18

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Abbonati a VareseNews
Pubblicato il 01 Marzo 2016
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.