Movimento 5 Stelle e sindacato di base preoccupati per il gruppo Finmeccanica

Venerdì mattina incontro tra consiglieri regionali, comunali e sindacalisti, sulle prospettive dei siti di Cascina Costa, Venegono, Caselle e Cameri

incontro m5s AdL finmeccanica

Movimento 5 Stelle e sindacato di base AdL s’incontrano per discutere degli scenari che si aprono per Finmeccanica, con la nuova struttura incentrata su un’unica azienda. Una preoccupazione che coinvolge lavoratori ed esponenti M5S lombardi e piemontesi, sulle due sponde del Ticino e oltre: da un lato Agusta a Cascina Costa e Aermacchi a Venegono, dall’altra Cameri e Caselle.

«Abbiamo raccolto la preoccupazione dei dipendenti Alenia Aermacchi e Agusta Westland sull’assorbimento in Finmeccanica, con una riorganizzazione che prevede anche licenziamenti e sacrifici per le aziende del territorio che fino ad oggi hanno lavorato con il gruppo Finmeccanica» dice Paola Macchi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.  «Quello che sta subendo già oggi è l’indotto, si sta tagliando in tutti i settori» aggiunge Fiorenzo Campagnolo, sindacalista AdL. «In Piemonte c’è una mozione regionale, che segue quella della Campania: la presenteremo anche in Lombardia» promette la consigliera Macchi.

«È significativo che il piano industriale di Finmeccanica sia stato presentato Londra anziché in Italia: la società oggi è più attenta al livello finanziario piuttosto che al piano produttivo» aggiunge Giampaolo Andrissi, consigliere regionale del M5S eletto in provincia di Novara. Anche alcuni lavoratori di Caselle hanno portato nell’incontro con AdL la loro preoccupazione per il sito nel Torinese: con l’esaurirsi della produzione di Eurofighter (e in attesa della produzione per il Kuwait, 28 aerei ordinati nel 2015) si teme una fase di flessione del lavoro. Mentre al contempo non “tira” come previsto (dagli annunci) il sito di Cameri, dedicato agli F35. «Si partiva da diecimila posti di lavoro, poi il ministro Pinotti ha ridotto a 6mila, in realtà oggi a Cameri lavorano circa 700 persone».

L’azione congiunta tra M5S e sindacato di base (già sperimentata ad esempio su alcune vicende di Malpensa e del settore sanità) passerà anche dal livello più locale, quello comunale. «Vogliamo stare con fiato sul collo delle autorità e delle associazioni di categoria che non hanno partecipato, oltre ovviamente a Finmeccanica che non si è presentata, probabilmente in imbarazzo» aggiunge Stefano Provasio, consigliere comunale di minoranza a Samarate. «Lunedi – aggiunge Campagnolo di AdL – abbiamo chiesto a Samarate di istituire un tavolo permanente per monitorare la situazione e l’impatto sul territorio: il consiglio ha accolto nostra proposta, oggi riportiamo in evidenza il problema insieme al M5S, unica forza politica che ci ascolta»

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

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Pubblicato il 18 Marzo 2016
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