Paola Della Chiesa: “Tutti contro di me, per invidia”

Un caso politico ma non solo: la ex presidente scrive di essere da sempre oggetti di attacchi personali malevoli

Una minicar elettrica per l'Agenzia del Turismo (inserita in galleria)

Per alcuni era addirittura una sorta “zarina del turismo”, per altri invece una brava professionista che ha dato un ottimo impulso alle iniziative di marketing per Varese. Gli schieramenti politici o semplicemente di simpatia personale non mancano, quando si parla di Paola Della Chiesa, 42 anni, l’esperta di marketing che oggi ha una sua agenzia ma che fino al 2014 era la direttrice della Agenzia del turismo di Varese.

La Della Chiesa è indagata perché secondo la magistratura avrebbe usato soldi dell’Agenzia del turismo senza giustificare l’utilizzo. Lei reagisce su due fronti: da un lato il suo avvocato dice che è tutto a posto e lo dimostrerà, ma dall’altro scrive su facebook una sua ricostruzione dei fatti, che in sostanza vuole dire principalmente una cosa: ce l’hanno con me, volevano farmela pagare.

E questo è il punto. Davvero contro Paola Della Chiesa c’è una sorta di rivalsa? Attacchi sotterranei e invidie? La magistratura pensa a tutt’altro ovviamente, ma è su questo che punta la ex presidente per impostare la sua difesa “social”. Nella sua ricostruzione, Paola Della Chiesa spiega che dal 2010 in poi è stata spesso presa di mira da stampa e altri, e conclude con l’idea di lanciare un hashtag per sostenerla. Di seguito il testo. 

Allora procediamo con ordine così almeno abbiamo un bel riassunto di tutte le puntate:
Insediamento nel 2010 come Direttore dell’Agenzia del Turismo: il giorno stesso della firma del contratto in CCIAA mi dicono “ma lei non poteva stare alla Whirlpool, cosa viene qui a fare il Direttore dell’Agenzia?” (Un benvenuto coi fiocchi)
– A pochi mesi dall’inizio delle attività dell’Agenzia subito dei bei articoli sul quotidiano La Provincia di Varese (mandanti 3/4 signori a cui l’Agenzia non aveva pagato la trasferta a New York per fare la maratona in cambio, secondo loro, di promozione del nostro territorio)
– 2011: sporadicamente qua e là sempre qualcosa che non andava bene sull’Agenzia del Turismo
2012: Olimpiadi di Londra (vado e pago con la mia carta di credito tutte le spese, eppure prima pagina sulla Prealpina dove mi si accusa di usare i soldi pubblici)
– 2013: un po’ di tranquillità perché arriva il mondo a Varese per i mondiali master di canottaggio e quindi mi lasciano in pace almeno sui giornali (si scatenano però con delle belle lettere anonime)
2014: una povera famigliola di Milano che casualmente dopo aver visto il mio servizio su Rai 3 viene a cercare il battello per navigare sul lago di Varese e non trova il battello: una settimana di trituramento
– Fine 2014: insediamento del nuovo Presidente della Provincia e decisione di chiudere l’Agenzia
Gennaio 2015: chiusura dell’Agenzia (dopo avermi detto in faccia che per “motivi politici” dovevano farmi fuori e campagna denigratoria contro l’operato della stessa e della sottoscritta
– 2015: cause legali e decreti ingiuntivi per TFR (mai pervenuto)
2016: accusa di Buco di Bilancio nel bilancio dell’Agenzia (tutti i bilanci dell’Agenzia con me come direttore si sono chiusi con segno positivo) però comunque l’ennesima accusa
– nel frattempo creo la mia piccola società di consulenza e provo a fare quello che mi piace fare collaborando con le poche persone che non mi hanno chiuso la porta in faccia
– oggi: beh quello che è successo oggi lo sapete tutti quindi non lo scrivo….

Ecco immagino ora per un momento di non conoscere Paola Della Chiesa e leggendo la storia di cui sopra non posso che dire ‪#‎iostoconpaoladellachiesa‬

Le accuse vertono sulla vicenda dei rimborsi chilometrici, di una serie di scontrini e delle spese effettuate con la carta di credito della provincia: mancherebbero all’appello le giustificazioni di tutti questi soldi, circa 30mila euro in cinque anni di gestione.

Roberto Rotondo
roberto.rotondo@varesenews.it
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Pubblicato il 24 Maggio 2016
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Commenti

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  1. Scritto da Slaykristian

    Ma se trattavasi di una poltrona pubblica, per quale motivo non è stato fatto un concorso pubblico aperto a tutti? A parte quello e ai 30 mila euro, la mancata”gara di competenza” ha portato inevitabilmente in quel posto una persona che non è stata un grado di promuovere una provincia come si sarebbe dovuto. Il dato di fatto di ciò è dimostrato dal recente fallimento. E quando uno fallisce con anche un’accusa è peggio di Zidane che da una testata a carriera finita…

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