L’Italia “operaia” sfida i campioni della Spagna
A Parigi (ore 18) il più atteso degli ottavi di finali. È la rivincita della finale 2012, azzurri senza Candreva, Parolo confermato
È il giorni di Italia-Spagna: la partita che quattro anni fa decise gli Europei (a favore delle “Furie Rosse”, con un clamoroso 4-0) oggi vale “appena” un ottavo di finale per effetto di una prima fase che ha costretto tutte le big storiche dalla stessa parte del tabellone a eliminazione diretta.
Spagna favorita, almeno sulla carta, almeno se stiamo a guardare il tasso tecnico e il pedigree degli uomini scelti dal ct Del Bosque. In campo avverso ci sono tanti giocatori simbolo del calcio iberico che anche con i club hanno dominato il calcio dell’ultimo decennio. Ma, come si sa, l’Italia operaia può contare su altre caratteristiche, rivelatesi ugualmente importanti nelle vittorie iniziali con Belgio e Svezia.
Antonio Conte rimetterà in campo una squadra vicina a quella che ha superato Hazard e compagni: l’unica assenza certa è quella di Candreva che non ha recuperato dall’infortunio. Se il modulo rimarrà il 3-5-2 iniziale, al posto del laziale potrebbe esserci De Sciglio – apparso più brillante di Darmian – sulla sinistra, con Florenzi a operare sulla fascia destra. Eder e Pellé saranno i titolari in attacco, ma forse Zaza e Insigne si sono guadagnati minuti in caso di sostituzioni anticipate. Tra i confermatissimi anche Marco Parolo che a centrocampo fa parte del terzetto con De Rossi e Giaccherini.
La Spagna ha letteralmente una star in ognuna delle undici posizioni; Del Bosque, che aveva vinto l’Europeo giocando con il falso nueve, stavolta si affida a un centravanti vero come Alvaro Morata, chiamato a scardinare una difesa costruita con i suoi (ex?) compagni di squadra della Juve. La Roja va in campo con il 4-1-4-1 e Busquets sarà l’uomo davanti tra la difesa e una mediana dove brilla ancora il diamante Iniesta.
Tutti davanti alla tv, quindi, alle 18 in punto: il palcoscenico su cui azzurri e spagnoli si esibiranno è quello principale, Parigi St. Denis, degna cornice per una partita così attesa e cruciale. Al fischietti il turco Cakir, direttore di gara piuttosto quotato.
Intanto, tra le “big”, avanzano Francia, Germania e Belgio. I padroni di casa hanno eliminato l’Irlanda rischiando grosso: 2-1 grazie a Griezmann dopo il vantaggio verde con Brady dopo appena 2′. Tedeschi e belgi invece hanno demolito (3-0 e 4-0) Slovacchia e Ungheria. Oggi, oltre a Italia-Spagna, c’è anche (21, Nizza) un’Inghilterra-Islanda che sulla carta è segnata. Ma il calcio si gioca sull’erba.
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