L’efficienza energetica è il primo combustibile dell’impresa

Pubblicato da Univa il Rapporto sull'efficienza energetica, un vero e proprio manuale operativo per le imprese, chiaro e facile da consultare

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In genere si dice “leggero come l’aria”. Ma quando l’aria è compressa e ci sono delle perdite nel sistema, se non si corre ai ripari, quella leggerezza può appesantire non poco il bilancio di un’azienda. La tabella pubblicata nel Rapporto 2016, “Efficienza energetica: casi ed esperienze”, stilato dall’Ufficio Studi di Univa, Università Liuc e Spi Power, parla chiaro: le 46 aziende metalmeccaniche alle quali è stato suggerito un investimento in quel senso, avrebbero un risparmio annuo pari a 800mila euro, a fronte di un investimento totale di 306mila euro, con un ritorno dell’investimento in soli 4 mesi.
Quello delle perdite d’aria (Air Leak) è solo una delle undici tecnologie, descritte nel Rapporto, che possono essere rese efficienti dal punto di vista energetico. In realtà, più che di rapporto, sarebbe meglio parlare di manuale operativo, perché si tratta di un volume agile e molto facile da consultare, ad uso e consumo dell’imprenditore. In cento pagine sono infatti racchiusi: il quadro di riferimento, la descrizione (comprensibile anche per un neofita) delle singole tecnologie, l’analisi dei dati relativi ai 125 siti produttivi di 84 imprese dislocate sull’asse pedemontano e appartenenti a sette settori diversi (metalmeccanico, tessile, chimico farmaceutico, carta e stampa, gomma e materie plastiche, alimentare e altro).

ESSERE EFFICIENTI CONVIENE – Gli autori del Rapporto hanno calcolato che con investimenti pari a 27,4 milioni di euro totali, i 125 siti produttivi analizzati potrebbero ottenere un risparmio energetico pari a 11,2 milioni di euro l’anno. Questo significa che l’investimento fatto si ripagherebbe  (il termine tecnico è pay-back) in meno di due anni. «Ragionare su un pay-back superiore ai 4 anni – spiega Fabio Tarocco di Spi Power – oggi è molto complicato. Per esempio, tra gli interventi più consigliati alle aziende, 110 su 125, sottoposte alla diagnosi c’è quello relativo ai sistemi di illuminazione che ha un pay-back medio di 3,2 anni. L’aspetto interessante però è che molte delle aziende analizzate avevano già fatto o programmato una parte degli interventi suggeriti nella nostra diagnosi, ciò significa che è cresciuta la sensibilità delle imprese su questo tema».

SI DEVE CONSUMARE MENO ENERGIA – Il tema del costo dell’energia è da molti anni al centro delle politiche degli industriali varesini, riassumibili in tre tappe fondamentali: la nascita nel 1999 del consorzio Energi.Va , nel 2003 la fondazione di Espansione srl, con cui Univa diventa operatore di mercato, e nel 2011 la costituzione di Spi Power, il braccio energetico della società di servizi degli industriali. «Questo studio – spiega Riccardo Comerio, presidente di Univa – va a identificare in modo analitico la capacità di un’azienda di usare meno energia a parità di produzione finale. In un momento in cui le commodities energetiche hanno raggiunto quotazioni minime, per incidere sui costi e sulla competitività aziendali occorre consumare di meno».
Consumare meno significa anche impattare meno sull’ambiente. «Avere l’obiettivo di rendere la propria azienda efficiente dal punto di vista energetico – aggiunge Massimo Raboni, docente della Liuc – significa avere un risparmio economico, meno emissioni e un’industria meno impattante, in altre parole, sostenibile».

SE SI CONOSCE SI PUO’ INVESTIREFederico Visconti, che non perde mai l’occasione per ribadire la sua fede aziendalista, cita un articolo del 2002 dell’economista Claudio Dematté dal titolo “Gestire le imprese quando il mercato diventa incerto e difficile”. In una fase come questa, secondo il rettore dell’ateneo di Castellanza, dove incertezza e difficoltà sono aumentate notevolmente, è il management che deve portare l’imprenditore, spesso concentrato su altro, a riflettere su questi aspetti. «In questo senso il Rapporto – dice Visconti – è un servizio formativo, educativo e anche di provocazione».
E forse la provocazione più evidente è quella sottolineata da Marco De Battista di Univa che cita una frase contenuta nel rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia: «Il ruolo dell’efficienza energetica è il primo combustibile, allo stesso livello di ogni altra risorsa energetica e in grado di contribuire alle sfide più rilevanti quali la sicurezza energetica, la sostenibilità e lo sviluppo economico».

Scarica il Rapporto sull’efficienza energetica

(Foto, da sinistra: Fabio Tarocco, Marco De Battista, Riccardo Comerio, Federico Visconti e Massimo Raboni)

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Pubblicato il 13 dicembre 2016
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