Liceo Sereni, 5 studenti su 10 andranno all’università a Milano

Il 10% preferisce la Svizzera, il 14% l’Insubria. Emerge da un questionario on line a cui hanno risposto quasi 250 studenti fra le quarte e quinte classi

Avarie

Quattro aree di indirizzo – economico sociale, scienze umane, linguistico, scientifico (e scientifico con indirizzo “scienze applicate”) – migliaia di studenti su due sedi, quella di Luino e quella di Laveno, dove sono presenti due classi e mezzo che cominciano ad attirare liceali che arrivano anche dal Piemonte.

Il liceo Sereni di Luino è una realtà importante nel panorama dell’Alto Varesotto che proprio in questi giorni offre uno spaccato di ciò che andranno a fare i giovani che si diplomeranno la prossima estate.

Il dato emerge grazie all’impegno di una professoressa responsabile dell’orientamento, Emma Catanzaro, appassionata di rete e nuove tecnologie, con le quali coinvolge i suoi ragazzi: li ha invitati infatti a compilare un questionario online. Hanno risposto in poco meno di 250, fra le classi quarte e quinte. Un risultato sorprendente per il numero dei dati, ma soprattutto per l’importanza che rivestono per avere un’idea di come i giovani vogliano investite sul loro futuro.

MILANO – Le 138 risposte (su 178 studenti) pervenute dalle classi quinte hanno un peso maggiore rispetto agli studenti più giovani: questi ragazzi sono posti di fronte alle scelte che dovranno affrontare nei prossimi mesi e non possono rimandare ad un “non so” ciò che dovranno fare nella vita: il 99% continuerà gli studi e la metà sceglierà Milano come meta per l’università. Due su dieci si iscriveranno al Politecnico, altrettanti la Statale e un altro 15% abbondante è diviso tra Bocconi (3,8%), Bicocca (8,8%) e Iulm (2,5%). All’Insubria andranno il 14,2% degli studenti del quinto anno, mentre alle università svizzere guarda l’8%. Le restanti “matricole” si dividono fra l’università di Pavia (5%), le università all’estero (7,5%) e altri indirizzi, tra cui accademie militari, belle arti, interpreti e istituti fuori regione, 9,2%.
Le aree di interesse di studio dei maturandi sono divise in egual misura (20%) tra “sanitaria”, “sociale-economica”, e “umanistica-linguistica”, le rimanenti riguardano indirizzi scientifici.

NON SO – Il questionario è stato inoltrato anche a 168 studenti della classi quarte, di cui solo in 105 hanno dato una risposta, e già questo dato fa capire come il traguardo della maturità e della continuazione degli studi viene visto ancora come lontano: manca un anno. Ma in realtà il 97% di chi ha risposto vuole continuare gli studi. vediamo come.
Qui l’Insubria è attrattiva a pari merito della Statale di Milano (18%), il Politecnico è una valida scelta per il 12% dei ragazzi e poi viene lo “spezzatino” di tanti altri istituti ai quali si mira: Bicocca (7,2%), Bocconi (4,2%), Università svizzere solo il 5,2%.
A pesare, in realtà, è l’ultima voce del sondaggio, quel 22% di “non so”: ragazzi che ancora non hanno deciso.

«Per questo il nostro istituto investe molto nell’orientamento – spiega la prof Catanzaro – . Tra le tante iniziative come il progetto Almadiploma, gli incontri sui percorsi di studi all’estero, e i corsi di preparazione ai test d’ingresso, ci sono tre momenti fondamentali per far scegliere agli studenti cosa fare dopo il diploma. Il primo appuntamento è tra pochi giorni. Si tratta della ”Giornata con gli ex allievi”, in programma il prossimo 17 dicembre 2016».

In pratica gli ex allievi del Liceo incontrano gli studenti delle classi quinte per raccontare la loro esperienza universitaria.
«Poi abbiamo il salone dell’orientamento – prosegue la professoressa – giunto alla terza edizione: le università del territorio saranno presenti il pomeriggio del 26 gennaio 2017 per presentare la loro offerta formativa, fornire informazioni, rispondere alle domande degli allievi di quarta e quinta».

«E poi la giornata orientalavoro – conclude la docente – in programma il 6 maggio 2017: gli allievi delle classi quarte incontrano i professionisti dei vari ambiti di interesse che li guideranno alla scoperta dei vari ambiti lavorativi».

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 13 dicembre 2016
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