Per la Quiete non bastano lettere di intenti

Il curatore fallimentare commenta la richiesta di sfratto esecutivo notificata alla storica clinica varesina

La quiete

«Per la Quiete non bastano lettere di intenti. Occorrono proposte di sostanza». Luisa Marzoli, curatrice del fallimento Ansafin di cui fa parte il lotto della Quiete, commenta così la notizia della notificazione dello sfratto esecutivo alla storica casa di cura. «È vero,  in questi mesi ci sono stati degli interessamenti – continua la curatrice – da ultimo quello di una cooperativa, però non basta. Il gruppo Casinelli ha fatto dei passi che indicano una volontà di proseguire l’attività, ma dovrebbero fare una proposta di acquisto. Il provvedimento del giudice di sgomberare la struttura da persone e cose arriva proprio perché non ci sono proposte che abbiamo una certa consistenza. Non dimentichiamo che il prezzo d’asta è passato da 17 milioni a 8 milioni di euro e che a marzo c’è la prossima asta».

TUTTI GLI ARTICOLI SULLA QUIETE
(Nella foto, Luisa Marzoli, al convegno della Liuc sulla normativa del nuovo bilancio, dove è intervenuta in qualità di presidente dell’ordine dei commercialisti di Varese)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 dicembre 2016
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore