Dalle scuole materne alla sicurezza, risponde il sindaco
Il sindaco Andrea Cassani replica punto su puto agli argomenti toccati dal Partito democratico nel corso della conferenza stampa di ieri
Il sindaco Andrea Cassani replica punto su puto agli argomenti toccati dal Partito democratico nel corso della conferenza stampa di ieri:
Fondazione scuole materne
Se qualcuno incaricato di avvisare sull’aumento delle tariffe davvero non lo ha fatto, allora mi scuso con i genitori. Anche se mi riferiscono che nel corso dell’open day l’argomento sia stato toccato. E’ bene comunque ricordare che non abbiamo indetto una conferenza stampa anche quando avremmo potuto comunicare notizie positive, come l’abbassamento del prezzo del buono pasto nelle scuole comunali del quale beneficiano migliaia di gallaratesi e come la diminuzione delle tariffe dei parcheggi a raso.
La fondazione costa ad ogni cittadino gallaratese da 0 a 107 anni 20 auro ogni dodici mesi. Dato che il consorzio delle scuole materne è in realtà una via di mezzo tra un servizio pubblico e uno privato (più tendente quest’ultima tipologia), al Cda è sembrato corretto ritoccare le tariffe delle rette, senza però andare ad incidere su chi è già iscritto. E’ chiaro che chi decide di mandare i propri figli alle consorziate, sceglie un servizio di diversa qualità e la qualità ha dei costi che non devono però gravare sull’intera collettività (i 20 euro a cittadino) ma soprattutto su chi ne usufruisce.
Entrando nel dettaglio, gli utenti che usufruiscono del pre e del post scuola sono un centinaio: per chi sceglie una sola delle due formule l’aumento è di 20 euro, per chi opta per l’intero “pacchetto” si parla di 100 euro, ovvero 10 euro al mese, il costo orario di una baby sitter.
La strada intrapresa alla Fondazione è perfettamente in linea con la filosofia di questa amministrazione: vogliamo abbassate tutte le tariffe generalizzate, facendo pagare un po’ di più chi effettivamente usufruisce del servizio.
Il Pd parla di coraggio di dire le cose scomode? Bene, Pignataro dovrebbe perciò essere a conoscenza del fatto che il numero di iscritti alle strutture del Consorzio è superiore alla capacità degli edifici scolastici, e questa è una responsabilità dell’amministrazione della quale lui era vice sindaco. Saremo perciò costretti ad assumere una decisione scomoda, che loro non hanno avuto il coraggio di attuare: mettere un tetto al numero di iscritti, garantendo però allo stesso tempo un servizio ancora migliore, grazie alla riduzione del numero di alunni per classe.
Casermone
La passata amministrazione in cinque anni non si è mai seduta ad un tavolo con il Ministero e con il Demanio. Ci sono dei ritardi nella stesura del protocollo anche a causa della caduta del Governo Renzi. Settimana scorsa ho ancora sentito i nostri interlocutori al Demanio e mi hanno confermato che l’iter sta procedendo.
La voglia dei presidi di trasferirsi, sta a dimostrare quanto sia urgente la necessità di affrontare e risolvere un problema che Pignataro e i suoi non hanno mai preso in seria considerazione. Quali interventi hanno fatto per la scuola di Madonna in Campagna?
Case popolari
I sei alloggi sue sei assegnati a cittadini italiani nel 2017 dimostrando che stiamo facendo quello che avevamo annunciato: meno case popolari agli stranieri. E in questo la legge ci sta agevolando: il fatto che ora il cittadino extracomunitario debba dimostrare (con tanto di certificato dell’ambasciata) non avere altre proprietà all’estero, ha drasticamente fatto calare il numero di presentazione delle domande. IL risultato è che ora le liste di attese sono “più italiane e meno straniere”. A ciò si unisce l’intensificazione dei controlli nelle abitazioni già assegnate da parte della polizia locale: la presenza di persone che non ne hanno diritto e il non utilizzo per almeno sei mesi sono “gravi motivi” che ci consento di riassegnare la case.
Sicurezza
Siamo assolutamente consapevoli che quando si parla di sicurezza c’è sempre qualcosa in più da fare. Che non è possibile accontentarsi e sedersi sugli allori. Ciò premesso, non faccio altro che ripetere quello che hanno ammesso Pignataro in consiglio comunale e l’ex sindaco Guenzani sulla stampa: grazie al presidio in stazione e, da qualche settimana, in via San Giovanni Bosco, la percezione del livello di sicurezza è aumentata. I cittadini si sentono più protetti ed è quello che chiedevano, al di là dei dati provinciale sui reati.
Già che ci siamo, invito Pignataro a confrontare gli attuali ordini di servizio della polizia locale con quelli di un anno fa: sarebbe costretto a prendere atto della maggiore presenza degli agenti sul territorio. Solo questa mattina i vigili per le strade erano undici. Non credo di sbagliarmi nell’affermare che non si sono mai viste così tante divise sulle strade: sono pronto a scommettere una cena con l’ex vice sindaco.
Exodus Abbiamo già speso troppo parole su questo argomento: la mia posizione è chiara, non mi serve aggiungere altro.
Consiglio comunale e commissioni
A causa del bilancio preventivo 2016, gonfiato alla voce “entrate” dalla passata amministrazione, ci siamo trovati in difficoltà. Pingataro e i suoi, non solo hanno fatto previsioni “troppo ottimistiche”, ma nei sei mesi di loro gestione hanno utilizzato ben di più del 50% delle reali risorse economiche. Non solo, perché ci hanno anche lasciato in eredità alcuni impegni di spesa molto pesanti, come i 150mila euro promessi al Maga. Insomma, a noi sono rimaste le briciole e questo ci ha creato non poche difficoltà. Ma ora con il nostro bilancio cambieremo marcia. E questo non è uno slogan, è solo quello che faremo.
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