Puntine sulla strada, “strage” di biciclette

Un'intera scatola di puntine da disegno è stata riversata sull'asfalto all'ingresso di una rotonda. Tante forature

Ciclofficina Popolare Gallarate biciclette

La denuncia è di un lettore che questa mattina, sabato 8 luglio, intorno alle 12 e 30, mentre attraversava Vergiate in bicicletta all’altezza del rondò in direzione Somma Lombardo, è passato sopra un tappeto di puntine. E come lui anche altri hanno forato le ruote della loro bicicletta. «Sulla strada era stata riversata una scatola intera di puntine da disegno. Grazie al pirata che ha fatto questa bravata». Commenta laconicamente il malcapitato ciclista.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 luglio 2017
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Commenti

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  1. Scritto da RoamingKnight

    A me, personalmente intendo, i ciclisti stanno un po’ sull’anima, anche ora che non guido più. Ossia da pedone, attraversando sulle zebre, gradirei poterlo fare senza essere investito da un missile con caschetto che almeno se mi stirano in macchina sulle strisce mi pagano quasi come nuovo… Detto questo, mettere le puntine sulla strada; o è più imbecille del ciclista che non rispetta le strisce pedonali o è altrettanto imbecille da averle lasciate cadere dopo averle comprate per farne ciò che ritenevi opportuno…

  2. Scritto da Gianluca Ribolzi

    Probabilmente sarà stato esasperato dalle orde di ciclisti maleducati e cafoni che credendo di esser padroni delle strade viaggiano appaiati, passano col rosso, bruciano gli stop e mandano a quel paese col dito medio gli automobilisti quando gli suonano..

  3. Scritto da Felice

    due commenti che sembrano condannare il gesto delle puntine ma che in realtà, sotto sotto, si augurano ben di peggio a questi maledetti ciclisti, appiattendo la categoria delle due ruote a criminali della strada ovviamente senza possibilità di appello.

    Il giustizionalismo popolare anche un po’ vendicativo emerge in questo post come una rappresaglia al rancore urbano che sempre più gente è pronta a sfogare in un post, sul social network ma anche sulla strada.
    E quindi se si capisce questa rabbia mal celata si potrà anche capire che alla fine il mezzo conta ben poco. I ciclisti irrispettosi fanno a gara con gli automobilisti con il testosterone a mille e lo smartphone sempre in mano che fanno a loro volta a gara con i motociclisti che si credono Valentino Rossi (il megaevasore anche campione del mondo).
    Tutti contro tutti in una carneficina stradale senza fine in un paese sempre più con il popolino con i nervi a fior di pelle pronto a scagliarsi sempre sul più simile o sul più debole.
    Ovviamente al politico ricco e potente tutti proni con le lingue sfoderate pronte ad esercitare il loro sporco lavoro di servitù.
    Si capisce che il numero di ruote quindi conta ben poco, men che meno il mezzo. Quello che conta è che alla fine l’italiano medio se messo in strada alla minima occasione si comporta come la peggio bestia sapendo che controlli, punizioni e multe in questo paese sono sempre più rari e male che vada si possono evitare.

    1. Scritto da Gianluca Ribolzi

      Felice carissimo non mi sembra ne di essere agitato ne tantomeno di augurare il male a nessuno..ho solo fatto un’osservazione in merito ad un comportamento sbagliato reiterato da una “certa” categoria di utenti della strada, non identificabili per mezzo di targhe e quindi difficilmente sanzionabili. Ci sono gli idioti che viaggiano in seconda corsia con le autostrade deserte e ci sono gli idioti che in bici si sentono padroni delle pubbliche vie…politici o meno che siano…be happy Felice

    2. Scritto da PapiOrso

      Ed abbiamo visto di peggio, fili di ferro tesi ad altezza gola nei boschi, trappole potenzialmente mortali per motociclisti e ciclisti. Colpirne uno per educarne cento, l’itaGlia peggiore.

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