Sciopero per la sicurezza sui treni, aderisce il 17% dei lavoratori
Dopo l'accoltellamento di un controllore a Codogno il personale di Trenord ha protestato per quattro ore. La Cisl: "Adesione del 100%". Problemi per un deragliamento a Pioltello
Mattina di disagi per i pendolari lombardi, alle prese con lo sciopero del personale Trenord e con un deragliamento (senza conseguenze gravi).
Lo sciopero, di quattro ore, è stato convocato da Orsa, Cigl, Cisl, Uil, Fast Ferrovie, Ugl Trasporti e Faisa Cisal per protestare per le condizioni di sicurezza sul lavoro sui treni: la rivendicazione arriva dopo il grave episodio di settimana scorsa a Codogno, che ha visto un capotreno accoltellato da un viaggiatore senza biglietto (il ferroviere ha parato il colpo con il braccio e ha avuto la mano trapassata). Un episodio che ha riacceso l’attenzione sulle condizioni generali di sicurezza, che avevano già visto gravi casi in Lombardia: un capotreno ha anche rischiato di perdere un braccio, aggredito a colpi di machete da una gang alla stazione di Bovisa.
Nel corso della mattina si sono registrati diffusi ritardi sulla linea Milano-Treviglio-Brescia e sulla S5 Pioltello-Milano-Gallarate-Varese, a causa di un problema al Regionale 2627, uscito dai binari senza però gravi conseguenze (tecnicamente si parla di “svio”, non di deragliamento, perché le carrozze non si sono rivesciate)
L’adesione allo sciopero, dicono da Trenord, è stata intorno al 17%. Il blocco della circolazione è stato molto ampio, tra le 9 e le 13. Sono stati garantiti tutti i treni con arrivo a destinazione entro le ore 10. Secondo la Cisl invece l’adesione è stata del 100%. Oggi pomeriggio alle 16 si riunisce il tavolo urgente coi sindacati sulla sicurezza a bordo treni convocato dal prefetto di Milano, Luciana Lamorgese, alla presenza del presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, e dell’ad di Trenord, Cinzia Farisè. «Chiederemo alle istituzioni e all’azienda impegni nell’immediato per tamponare l’emergenza ed anche interventi a medio termine più strutturali per riportare la sicurezza in ambito ferroviario ad un livello adeguato – afferma Giovanni Abimelech, segretario generale Fit Cisl Lombardia -. Da subito chiediamo l’analisi delle linee considerate “più a rischio” e l’introduzione di personale qualificato a supporto ed a garanzia del personale a bordo treno oltre al presenziamento di tutti i varchi ad oggi incustoditi».
La Fit Cisl Lombardia solleciterà inoltre la pianificazione infrastrutturale di un nuovo modello di sicurezza che ritiene fondamentale, considerato il trend di aggressione e violenze degli ultimi anni. «Occorre presenziare di nuovo le stazioni oggi lasciate incustodite e diventate “terra di nessuno” – spiega Abimelech –, introdurre la videosorveglianza a bordo di tutti i treni e in tutte le stazioni, oltre che i tornelli di ultima generazioni e una sala Operativa passeggeri».
“Riteniamo inoltre indispensabile – conclude Abimelech – attivare un tavolo di monitoraggio permanente composto da tutti gli “attori” per un’attenta analisi di queste dinamiche in continua evoluzione”.
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