Ecco le norme che scoraggiano sagre e feste

Le regole principali diffuse a tutte le prefetture, questure, comuni e tutti gli organi competenti in merito all'organizzazione di eventi pubblici

blocco cemento

In piena stagione estiva, che nel nostro paese significa sagre, eventi e spettacoli all’aperto, è piombata come un fulmine a ciel sereno la circolare sottoscritta dal ministro Minniti e dal capo della polizia Gabrielli che dà una stretta alle normative richieste agli organizzatori.

Questo, insieme alle difficoltà che comunque l’organizzazione di un evento si porta dietro, ha complicato ulteriormente le cose e determinato in alcuni casi l’annullamento di molti appuntamenti in programma.

Quello che è successo lo si deve a molte circostanze, sicurezza, terrorismo ecc, ma anche ad un evento in particolare: i fatti di Torino quando, in occasione della trasmissione della partita di finale di Champions del 3 giugno 2017, lo scatenarsi del panico tra la folla ha provocato un morto e centinaia di feriti.

Per questo è stata diffusa a tutte le prefetture, questure, comuni e tutti gli organi competenti la circolare che, tra le altre cose, introduce questi requisiti fondamentali per tutti gli organizzatori di eventi.

Ecco quali sono le richieste principali alle quali le pubbliche manifestazioni devono ottemperare e che molti hanno fatto desistere:

– capienza delle aree di svolgimento dell’evento, per la valutazione del massimo affollamento sostenibile. In particolare, per quanto concerne le iniziative programmate in aree pubbliche di libero accesso, al fine di evitare sovraffollamenti che possano compromettere le condizioni di sicurezza, gli organizzatori dovranno essere invitati a regolare e monitorare gli accessi, ove possibile anche mediante sistemi di rilevazione numerica progressiva ai varchi d’ingresso fino all’esaurimento della capacità ricettiva dell’area interessata, che sarà interdetta già nella zona di rispetto anche con l’ausilio delle forze di polizia;

– percorsi separati di accesso all’area e di deflusso del pubblico, con indicazione dei varchi;

– piani di emergenza e di evacuazione, anche con l’approntamento dei mezzi antincendio, predisposti dall’organizzatore dell’evento, con esatta indicazione delle vie di fuga e correlata capacità di allontanamento in forma ordinata;

– suddivisione in settori dell’area di affollamento, in relazione all’estensione della stessa, con previsione di corridoi centrali e perimetrali all’interno, per le eventuali emergenze ed interventi di soccorso;

– piano di impiego, a cura dell’organizzatore, di un adeguato numero di operatori, appositamente formati, con compiti di accoglienza, instradamento, regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione, osservazione ed assistenza del pubblico;

– spazi di soccorso, raggiungibili dai mezzi di assistenza, riservati alla loro sosta e manovra;

– spazi e servizi di supporto accessori, funzionali allo svolgimento dell’evento o alla presenza del pubblico;

– previsione a cura della competente dell’emergenza e urgenza sanitaria, di un’adeguata assistenza sanitaria, con individuazione di aree e punti di primo intervento, fissi o mobili, nonché indicazione dei nosocomi di riferimento e loro potenzialità di accoglienza e specialistica;

– presenza di impianto di diffusione sonora e/o visiva, per preventivi e ripetuti avvisi e indicazioni al pubblico da parte dell’organizzatore o delle autorità, concernenti le vie di deflusso e i comportamenti da tenere in caso di eventuali criticità

– valutazione di provvedimenti finalizzati al divieto di somministrazione e vendita di alcolici ed altre bevande in bottiglie di vetro e lattine, che possano costituire un pericolo per la pubblica incolumità.

Inoltre:

– sviluppo di una mirata attività informativa ai fini di valutare la minaccia e predisporre un efficace dispositivo di ordine pubblico;

– puntuali sopralluoghi e verifiche congiunte per la disciplina delle attività connesse all’evento e per la ricognizione e mappatura degli impianti di videosorveglianza presenti nelle aree interessate, anche per un eventuale collegamento con la sala operativa delle Questure;

– attività di prevenzione a carattere generale e di controllo del territorio;

– servizi di vigilanza e osservazione a largo raggio, per rilevare e circoscrivere i segnali di pericolo o minaccia, nella fase di afflusso come in quella di deflusso;

– frequenti e accurate ispezioni e bonifiche delle aree con personale specializzato e adeguate apparecchiature tecnologiche;

– individuazione di fasce di rispetto e prefiltraggio per consentire controlli mirati sulle persone;

– sensibilizzazione degli operatori favorendo un elevato e costante livello di attenzione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 agosto 2017
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