Muoversi a Luino e dintorni, il progetto del Comune assieme a Gambarogno

Fra gli obiettivi dell’Interreg presentato, la realizzazione di un parcheggio intermodale e l’investimento sulla condivisione dell’auto

Avarie

L’obiettivo è integrare la mobilità di confine, sia dal punto di vista territoriale, sia attraverso i vari vettori del movimento: treno, auto, piste ciclabili e a bordo dei battelli.

È stato così presentato alla fine dello scorso ottobre dall’amministrazione comunale di Luino e dal comune di Gambarogno, in Canton Ticino, il progetto Interreg “Smart Border”: si tratta della richiesta di finanziamenti per 1.825.000 con l’obiettivo di seguire tre linee direttrici sul tema della mobilità.

Lo spiega l’assessore Alessandra Miglio: «La prima fase riguarda uno studio condiviso sulle dinamiche di mobilità e la raccolta di dati “trasfrontalieri”, anche tramite tavoli di lavoro di co-pianificazione tra i comuni, per a dare alla nostra Regione da una parte ed al Cantone dall’altra un documento utile ad armonizzare le politiche dei trasporti che ci interessano.
La seconda riguarda attività infrastrutturali, come un “park and ride”, un parcheggio per agevolare lo scambio intermodale auto-treno-bus, con posti dedicati al car-pooling organizzato per favorire la condivisione dell’auto, tutto coordinato in Svizzera con delle azioni di mobilità aziendale, per creare dei pacchetti di viaggio attraenti dedicati ai lavoratori.
Poi la terza azione, cosiddetta “smart land”, che vedrà applicare la tecnologia informatica alla mobilità, secondo le indicazioni dei rispettivi piani che potranno in questo modo dialogare. Si tratterà in pratica di totem informativi, app, segnalatori per indicare i parcheggi disponibili e dispositivi di controllo, e di introdurre un ragionamento condiviso su questi temi, consapevoli del fatto che ogni decisione locale ha effetti sui vicini».

«Il progetto presentato – continua l’assessore Miglio – trae origine da un dialogo interessante e costruttivo con il comune di Gambarogno coltivato in questi anni di amministrazione, incentrato sulle politiche della mobilità e sul trasporto pubblico, che ha evidenziato come i comuni italiani della sponda lombarda del Verbano settentrionale abbiano in gran parte gli stessi problemi di quello svizzero da fronteggiare in queste materie.
Il passaggio dei treni merci dal nuovo Gottardo, la congestione della strada litoranea, la presenza di ciclabili da connettere tra loro ed integrare al trasporto pubblico, il ruolo della navigazione, sono queste le questioni più urgenti per i cittadini di entrambe le nazioni, uniti dal comune paesaggio e dalla vocazione turistica.
Abbiamo saputo ad esempio che nel Gambarogno è prevista una ciclopista tra Quartino e Mendrisio per la fine del 2019, e si è ragionato di come collegarsi tra noi in tempi brevi, sopperendo con il mezzo pubblico alla mancanza di un percorso protetto in alcuni tratti.
I ticinesi invece hanno scoperto che Luino ha siglato nel 2015 un’intesa con RFI con la quale si è ottenuto un impegno alla collaborazione nell’integrare le aree dismesse della ferrovia con la città, nella convinzione che Luino possa diventare una città con servizi di mobilità integrati, intelligenti e condivisi, “smart”, come si dice oggi.
Per attuare insieme una politica che dia delle risposte a chi si trova in coda tornando la sera, a chi vorrebbe avere garanzia di un servizio ferroviario efficiente e duraturo e a chi pensa che la nostra vocazione turistica sia correlata ad una buona accessibilità, si è pensato un progetto Interreg Italia-Svizzera che comporta diverse attività, per un valore complessivo di 1.825.000 euro.
Dopo avere presentato una manifestazione di interesse seguita dai necessari laboratori è stato presentato il 31 ottobre, è composto da tre azioni, tese a portare dei risultati concreti misurabili anche tramite portali conta macchine e calcolo dell’incidentalità e della qualità dell’aria».

«Al di là del riconoscimento che avremo in termini di finanziamento, il valore di questo progetto sta anche nella conoscenza che si è generata dal rapporto tra i componenti del gruppo di lavoro, nel comprendere come ci possono essere approcci diversi nella gestione delle questioni.
Per quello che concerne i parcheggi ad esempio, i Ticinesi sono determinati nell’eliminarli il più possibile, nell’ottica di incentivazione del mezzo pubblico, che però lì ha orari e diffusione in sinergia con questa politica, noi stiamo attuando invece una politica di parcheggi il più possibile riuniti in blocchi, avendo liberato già in gran parte il lungolago dalle auto in sosta.
Il progetto si chiama “Smart border” – “frontiera intelligente” – facendo riferimento alla volontà di resistere all’esclusione dalle politiche trasportistiche più attrattive, che puntano a Milano attraverso Lugano, Varese e Como, ed al conseguente rischio di essere lontani da importanti flussi turistici, con una progettualità innovativa.
Una mobilità sostenibile, pur difficile da attuare sulle nostre strade tutte in salita verso paesi e frazioni, oggi però possibile se sviluppata insieme, con vantaggi per tutti, per poter raccontare un territorio bellissimo in cui possa essere più comodo e sano vivere», conclude Alessandra Miglio, aggiungendo che in caso di finanziamento – si saprà probabilmente in primavera – l’idea dell’amministrazione è quella di coinvolgere anche i comuni di Maccagno, Germignaga e altri centri del comprensorio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 novembre 2017
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