La Virtus verso Varese alla ricerca di continuità

Bruno Trebbi (BoBasket) ci racconta pregi e difetti delle "Vu Nere" - ospiti al PalA2a il 26 - che dopo un mercato super devono risalire la classifica

pietro aradori basket virtus bologna

(d. f.) Santo Stefano inconsueto per i tifosi del basket varesino che saranno chiamati a raccolta dalle ore 15 a Masnago per il match contro la Virtus Segafredo Bologna. Un duello storico della pallacanestro italiana – è la partita numero 160 tra le due società – che sarà anche “illuminato” dal nuovo cubo interattivo sospeso sul parquet. Per presentare la versione attuale delle “Vu Nere” ci affidiamo come di consueto a Bruno Trebbi, responsabile del sito “Bolognabasket” che ci racconta l’approccio della squadra di Ramagli al viaggio in Lombardia.

La Virtus arriva alla partita di Varese con la speranza che la bella vittoria contro Torino non sia stata un fuoco di paglia, ma l’inizio della risalita. Prima infatti ci sono state cinque sconfitte in sei gare, e un’involuzione tale che ha fatto mettere in discussione la posizione di coach Ramagli, e anche quella di qualche giocatore.

L’origine dei problemi si può far risalire all’estate: è stata fatto un quintetto costoso e ambizioso, con l’arrivo di Gentile e Aradori (foto in alto da virtus.it), nonché di americani di Eurolega come Lafayette e Slaughter. Contemporaneamente si è scelto di confermare in blocco il quintetto della promozione dalla A2, traslandolo però in panchina, e coach Ramagli, anche se non con un entusiasmo sfrenato a quanto pare. Infine, e questa è la scelta più inspiegabile, si è deciso di partire con un americano in meno, decidendo di iniziare la ricerca del “numero quattro” USA a settembre avanzato, e finendo poi per prendere Baldi Rossi dopo due mesi di vane ricerche.

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Dopo un buon inizio (tre vittorie in fila) sono iniziate le sconfitte, e qualche nodo è venuto al pettine. Prima capitan Rosselli, scontento dello scarso minutaggio, ha chiesto e ottenuto la cessione (alla Fortitudo, cosa non indolore a Bologna), poi i cattivi risultati hanno messo in discussione un po’ tutti, da Ramagli ai giocatori, su tutti i gioielli Gentile e Aradori. Il problema è stato di atteggiamento (a Brindisi e Cantù soprattutto), ma anche tecnico: in particolare di regia (Lafayette è finito sulla graticola più volte) e come attacco alla zona. Dopo la figuraccia canturina la proprietà – nella persona di Luca Baraldi – ha preso in mano la situazione, e ha confermato la fiducia a Ramagli, chiedendo allo stesso tempo una svolta ai giocatori, richiamati come atteggiamento e anche come vita privata.

La risposta – domenica scorsa contro Torino – è stata eccellente. Nel secondo tempo la Virtus ha difeso in maniera dura, e ha portato a casa una partita difficile contro la seconda in classifica, giocando un finale di gara maiuscolo. Insomma, è stata forte dove fino ad allora era stata debole. Ora serve la continuità. Se sono rose, lo si vedrà martedì.

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Pubblicato il 22 dicembre 2017
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